L’Europa del Nobel, verso una “pacifica” assenza di sovranità nazionale
di Sergio Zuppiroli
Inizio di settimana a una prima vista abbastanza positivo visto che l’attesa sull’occupazione Usa, e la probabile dilazione tempistica che verrà concessa alla Grecia, fanno chiudere uno spread in ribasso a 350. Una seduta per Piazza Affari positiva, quindi, che chiude guadagnando lo 0,5% e che parallelamente a Madrid fa registrare un differenziale Bonos-Bund di 434 punti, non altrettanto invogliante. Una notizia che fa invece storcere il naso a molti nell’Ue, più per invidia che altro, è il report sul tasso di occupazione tedesco. L’ufficio di statistica federale Destatis ha diffuso oggi un bollettino che registrata il dato più alto degli ultimi quattro anni, con un +2,2%, cioè 113mila persone in più impiegate nelle grandi aziende manifatturiere (quelle con più di 50 dipendenti). Quasi una mania nel dover far meglio degli altri, un dato controtendenza a cui è difficile credere e che si spiega solo pensando ai tedeschi come un popolo talmente patriottico da giustificarne la passione e dedizione con cui affrontano i propri problemi.
Sempre dalla Germania, stavolta dalla Cancelliera in persona arrivano altre dichiarazioni, tutt’altro che positive. “Non c’è alcun rischio d’interventi incontrollabili nell’eurozona, vogliamo che la Grecia resti nell’euro, ma il lavoro non è stato completato e c’è ancora molto da fare nei prossimi giorni e settimane”, aggiungendo “aspettiamo il rapporto della Troika e solo dopo potremmo trarre le nostre conclusioni”. Questo intervento pone di nuovo diverse problematiche che riguardando la sovranità di una nazione indipendente che, abbiamo visto in questi giorni, oltre che in Italia sembra essere un grave problema anche negli altri Stati Membri. Merkel e la Troika, si riservano il diritto di parola contapponendo al loro verdetto la democrazia che prevede sia il popolo a decidere o, quantomeno il Governo eletto. Il controllo da parte di enti “sovranazionali” molto spesso sembra voler essere, invece, un ordine da dover seguire alla lettera, pena l’ammonimento europeo che recentemente sembra valere più di ogni altra cosa, visto il potere economico che detiene la Bce scegliendo di aiutare o non aiutare gli Stati Membri. Altre parole, non proprio rassicuranti, arrivano dal nostro Premier tecnico che intervenendo per celebrare il 20° anniversario dalla prima direttiva sul mercato unico del 1992, afferma:” Dobbiamo consolidare le decisioni del Consiglio di giugno sulla stabilizzazione del mercato dei titoli sovrani e sulla ricapitalizzazione diretta delle banche da parte dell’Esm non appena il Meccanismo di Supervisione unica è (sia ndr) creato e funzionante”. Da questo discorso si evince quindi, oltre ad una visuale di controllo attraverso un meccanismo di supervisione, un altro complesso meccanismo di fornitura di aiuti. Il Fondo Esm, infatti, è stato creato per gli Stati in gravi difficoltà ed è formato da capitali forniti da tutti gli stati membri. La prima tranche di denaro che l’Italia, per esempio, deve rendere disponibile per questo fondo è di 100 miliardi e così per tutti gli altri Stati. Sono dunque soldi statali che dovevano essere forniti a un ente e poi prestati in maniera diretta allo stato che ne faceva richiesta. La questione, invece, è ben diversa se questi fondi saranno prestati a banche per ricapitalizzarle, banche quindi che hanno investito male i propri fondi e che si rigenerano grazie a capitali statali, che poi saranno riprestati agli stessi cittadini che li hanno forniti attraverso le tasse con cui ogni Stato Membro ha finanziato questo Fondo.
Il problema principale di quest’Europa, oltre ai debiti sovrani (proprio oggi il nostro enorme debito pubblico è sceso a 1975 miliardi) sembra essere un problema di democrazia. Se prima ci potevano essere ancora dubbi sostanziali su posizioni reali che avevano preso a Bruxelles, a oggi si concretizza sempre più un disegno dai tratti netti e decisi. Un disegno che ha come protagonista ancora una volta il mondo della Finanza, e di conseguenza delle banche, le stesse colpevoli dal 2008 di aver generato una delle più gravi crisi finanziarie della storia moderna. Ancora una volta quindi, si vuole curare il paziente affetto da cancro tramite antibiotici semplici: ricapitalizzando le banche, infatti, non si avranno benefici concreti per cittadini bisognosi, ma solamente liquidità concessa senza alcuna garanzia, che sarà usata a discrezione degli istituti in questione. Una ricapitalizzazione privata da parte dei soci è assolutamente giustificata, ma una ricapitalizzazione tramite il fondo Esm è un utilizzo improprio di fondi pubblici.
Fonte articolo: Ansa












