A distanza di secoli la storia si ripete: gli Awà del Brasile rischiano il genocidio a causa degli invasori
di Vanessa Pesarini
Nelle regioni più remote della foresta pluviale amazzonica brasiliana vivono tribù che non hanno alcun contatto con il mondo esterno. Gli Awà del Brasile, una tra le popolazioni di indiani incontattati, sono stati definiti da Survival International la tribù più minacciata del mondo.
Survival è infatti venuta in possesso di un rapporto scioccante secondo cui nel 2009 la terra della tribù nomade degli Awà ha subito più deforestazione di qualsiasi altro territorio della Foresta Amazzonica. Allevatori di bestiame e tagliatori illegali di legna stanno invadendo la loro terra portando con sé malattie letali. La foresta, che rappresenta la casa di questa tribù nomade, è stata invasa dai taglialegna che minacciano la sopravvivenza non soltanto dell’ultimo rifugio rimasto agli Awà ma anche della tribù stessa. Al giorno d’oggi sono solo 60-100 gli Awà che mantengono l’isolamento e già 360 indigeni sono stati costretti a suddividersi in diverse comunità. Secondo un antropologo brasiliano, la tribù sta rischiando il genocidio e se le autorità non interverranno presto è destinata a scomparire.
Il 4 settembre un’indagine del Dipartimento agli affari indiani del Brasile (Funai) ha fatto emergere prove sconcertanti sull’accerchiamento degli Awà da parte dei taglialegna illegali. “I taglialegna stanno penetrando in profondità nelle terre degli Awà che, per legge, dovrebbero essere protette dalle autorità brasiliane”, ha affermato Survival. E Funai conferma: “Ci sono molti taglialegna nell’aerea, gli Awà si sentono gravemente minacciati e hanno paura di andare nella foresta per cacciare. Se si muovono nella loro foresta possono scoppiare dei conflitti”. Secondo Survival “fino a quando il ministero della giustizia del Brasile non manderà la polizia per sfrattare gli invasori, la situazione cambierà ben poco”.
Con questo anche gli indios si trovano d’accordo; “i bambini piangono e hanno fame. Dove potremmo andare a cacciare? Qui ci sono i taglialegna”, racconta un uomo Awà, Piar’ima’a (piccolo pesce), “non possiamo girare soli, potrebbero ucciderci. Ci sono camion, motoseghe e auto ovunque, e così non posso più andare a caccia. Restiamo tutti a casa. Siamo tristi perché non si può più andare nella foresta. Io non vado nelle loro città a rubare, quindi perché i taglialegna stanno distruggendo la nostra terra?”
Oltre alla distruzione portata dai taglialegna, un’altra grave minaccia alla tribù, è quella delle malattie che questi invasori stanno portando. A causa del loro isolamento, questi popoli non hanno sviluppato difese immunitarie verso malattie altrove comuni, e per questo sono sempre estremamente vulnerabili. Spesso succede che il 50 % di una tribù venga annientata da malattie come il morbillo e l’influenza nell’anno che segue il primo contatto.
È una storia che si ripete; una popolazione che rischia di essere sterminata dalla distruzione delle terre e dalle malattie portate dagli invasori. A secoli di distanza lo scenario è identico. A partire dal 1492 intere popolazioni di indios sono state sterminate dai coloni europei; oggi, nel 2012, sta accadendo di nuovo.Se la storia ci può insegnare qualcosa, tutto questo non deve ripetersi.
Fonti: sito Survival International (anche per le immagini), Greenreport.













