Pubblicato il: dom, ott 14th, 2012

Crescita economica: la situazione migliora, ma la disoccupazione resta ancora altissima

di Andrea Gentili

Mario Draghi, presidente della BCE

Il rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione 2012 della Fondazione Leone Moressa, denota come la crisi economica abbia colpito peculiarmente, oltre agli italiani, gli  stranieri residenti in Italia.  I lavoratori stranieri dal 2008 al 2010 sono stati più sensibili rispetto agli italiani nei riguardi della crisi mondiale, registrando tassi di disoccupazione più ripidi: lo studio ha mostrato come in quei tre anni il mercato del lavoro abbia offerto meno possibilità di trovare un impiego per le persone migrate (una diminuzione pari al 4%, fonte Agenzia Dire), maggiore rispetto al tasso di chi invece possiede la cittadinanza. In quei tre anni addirittura gli stranieri senza lavoro avrebbero composto il 35.5% del totale dei disoccupati in Italia, dato molto significativo, soprattutto in relazione al fatto che le posizioni cercate dai migrati, spesso lavori manuali o considerati “meno nobili”, ma assolutamente essenziali al benessere della collettività, non godono di così ampia concorrenza. A riprova di ciò, arrivano sempre i dati forniti dal rapporto annuale della fondazione: lo stipendio di uno straniero è infatti in media 289 euro in meno di un italiano, per gli uomini, e 346 per le donne, mentre la dichiarazione dei redditi conta circa 7.000 euro in meno. Nel 2010 inoltre le famiglie straniere che vivevano sotto la soglia di povertà erano più del triplo di quelle italiane.

Nell’area dell’euro invece sempre in quei  3 anni il tasso di disoccupazione è salito del 2.8%, salendo poi ulteriormente di un ulteriore 1.2% nel 2011. Allarmismi frenati però sia dal presidente della Bce Mario Draghi sia Vittorio Grilli, ministro dell’economia subentrato al posto di Mario Monti nel luglio 2012. «In termini storici – ha affermato Draghi –  data la forte contrazione del Pil, l’aggiustamento dell’occupazione nell’area e’ stato relativamente contenuto a livello aggregato, ma ha avuto effetti particolarmente rilevanti in alcuni paesi e per particolari categorie di lavoratori. L’eterogeneità delle reazioni nei vari paesi riflette non solo le differenze riguardo la gravità della crisi e le risposte di politica economica, ma anche la diversa natura degli shock economici nell’area dell’euro e la presenza di squilibri antecedenti la crisi». Stesso parere anche per Grilli, che al termine della assemblea plenaria del FMI ha dichiarato: «La disoccupazione è salita ovunque», anche a causa del ciclo economico negativo, «ma in Italia meno che in altri Paesi, tanto che siamo sotto alla media europea». Le previsioni per il futuro, stimate proprio dall’ FMI, vedono infatti l’Italia all’11.1% per tasso di disoccupazione nel 2013, contro gli 11.5 previsti come media dell’Unione Europea.

Fonti: Agi ; Agenzia Dire

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