Formigoni: “Se la Lega lascia si vota. Ma anche in Veneto e in Piemonte”
di Matteo Paolini
Consiglieri e assessori della Lega lombardi hanno consegnato le proprie dimissioni al partito e domani Roberto Maroni e Matteo Salvini andranno dal governatore Roberto Formigoni “lasciandogli la scelta se fare un passo indietro o a lato”, con l’alternativa dell’azzeramento della giunta. Lo ha riferito Salvini al termine della riunione. Comunque andrà a finire nell’incontro di domani con Roberto Formigoni, “molto probabilmente in Lombardia si andrà a votare in aprile”. Lo ha riferito il segretario nazionale della Lega Lombarda Matteo Salvini lasciando la riunione al Pirellone.
A valle c’è l’arresto per ‘ndrangheta dell’assessore pidiellino Zambetti, il Carroccio chiede l’azzeramento della giunta regionale dando un mandato a tempo a Formigoni fino alle elezioni Politiche di aprile. I carabinieri parlano di operazione “senza precedenti”, un’espressione non raramente abusata, ma in questo caso suona a proposito: sinora non s’era mai visto in Lombardia un politico pagare i gangster della ‘ndrangheta per avere un pacchetto di voti sicuri. Erano voti pagati in contanti, a caro prezzo, 50 euro circa l’uno, quelli presi da Domenico Zambetti, 60 anni, PDL. Era stato eletto alle ultime competizioni con 11.217 voti di preferenza, quindi nominato assessore alla Casa al Pirellone. Secondo l’inchiesta, ha dovuto pagare ai clan calabresi, in varie rate, 200mila euro. Una è di 80 mila, una versata il 31 gennaio 2011 e l’ultima rata, 30 mila euro, è stata pagata nell’associazione culturale ‘Centro e libertà’ con sede in via Mora 22 il 15 marzo 2011. Ad incassarli, secondo l’accusa, Giuseppe D’Agostino, gestore di locali notturni, già condannato negli anni scorsi per traffico di droga, che appartiene alla cosca calabrese Morabito-Bruzzaniti; l’altro, referente del clan Mancuso, è l’imprenditore Eugenio Costantino.
Il governatore Formigoni ha così commentato: “Prenderò decisioni nette affinché la ‘ndrangheta resti fuori dalle istituzioni. Se la Lega conferma la sua uscita, azzero la giunta e si andrà al voto”, ha aggiunto. “Ma se cade la Lombardia, cadono anche Veneto e Piemonte. L’accusa sollevata contro Zambetti è di una gravità assoluta. O è un abbaglio incredibile della magistratura, e credo proprio di no, oppure Zambetti è uno spergiuro che ha tradito la fiducia di tutti noi. Siamo in presenza di un politico che non solo ha tradito, è andato a comprare voti dalla ‘ndrangheta, ma ha tradito anche il proprio presidente e il proprio partito”.
Sulla vicenda si è anche espresso Alfano: “Penso che Formigoni debba azzerare tutto e ricominciare da capo non perché i componenti della sua giunta siano tacciabili di qualcosa ma perché occorre dare un segnale di cesura”. Lo ha detto Angelino Alfano, segretario del Pdl, a Radio anch’io. “Ho già avuto modo di parlare di questo con Formigoni che vedrò nelle prossime ore. Vedrò anche Maroni”, ha aggiunto Alfano.













