Pubblicato il: gio, ott 11th, 2012

Chi pagherà i debiti Siae? In forse il suo monopolio

di Alessia Arnesano

Il logo della SIAE

Oggi non si parlerà del nuovo gruppo dell’autunno ma di una notizia che ha sollevato non poche polemiche in ambito musicale: la Siae è sull’orlo del fallimento. Il bilancio 2011 ha svelato un debito di proporzioni bibliche. E forse non si meraviglia nessuno.

Ricordiamo che la Siae non è solo l’ente preposto alla protezione del diritto d’autore ma è anche la società (l’unica) che si occupa di tassare in via preventiva pellicole, vhs, dvd, cd, masterizzatori, hard disk, pc, mp3 dando per scontato che l’acquirente utilizzerà questi per copiare film e musica. Come non dimenticare, inoltre, la richiesta di pagamento per le fotocopie in ambito universitario. In entrambi i casi ricade tutto su acquirenti giovani, studenti e fruitori di musica e cinema.

L’ultima novità è la proposta di pagamento anche per i siti web che pubblicano trailers cinematografici.

Ben noto ai gestori di locali e ai musicisti il famigerato modello 1026 dove si dichiara quanto guadagnato in una sera poiché siamo nell’ambito di “pubblica esecuzione”.

Quanti di questi ricavi arrivano poi realmente ai gruppi, in particolare quelli piccoli che spesso non vengono neanche pagati? Anzi al massimo gli si offre una birra.

Questo certo non aiuta l’evoluzione della scena italiana e ad una buona diffusione della cultura perché la SIAE considera ugualmente diritto d’autore e copyright, impedendo all’autore stesso di condividere la sua opera con chiunque, infatti all’autore è vietato usare la licenza Creative Commons. Siamo dunque ad una situazione di monopolio, lontanissima dalle logiche europee, tanto in voga di questi tempi.

Dato il debito enorme, è stata istituita una Commissione d’inchiesta pronta a scoprire eventuali mancanze nella gestione delle finanze ma la vera notizia è un’altra: nella bozza di decreto per le liberalizzazioni si è avanzata la proposta di abolire il monopolio SIAE. Agli autori potrebbe essere così garantita la possibilità di scegliere a quale ente affidare la tutela del proprio diritto d’autore.

Resta un punto interrogativo: chi pagherà l’enorme debito della Siae?

Si consiglia l’ascolto di: http://www.rockit.it/djgruff/canzone/la-siae/30960

  • http://fardiconto.wordpress.com fausto

    Questa cosa però si configura come una chiara violazione della libertà individuale; possibile che nessuno abbia mai sollevato il problema?

  • A.

    Salve, la Siae ha potere solo in Italia (per fortuna direi).
    “La SIAE mette sullo stesso piano copyright e diritto d’autore, impedendo la libertà di un autore di condividere la propria opera con chiunque, anche senza scopo di lucro. Infatti secondo l’art.27 del Regolamento Generale della società: è vietato all’iscritto di rilasciare direttamente permessi di utilizzazione, anche se a titoli gratuito, ossia rilasciare opere e/o altro materiale sotto differente licenza (ad esempio Creative Commons)”. (quotes: wikipedia)

  • http://fardiconto.wordpress.com fausto

    “…infatti all’autore è vietato usare la licenza Creative Commons…”.

    Sul serio? La Siae impedisce ad una persona di disporre del proprio lavoro? E riesce a controllare solo operazioni in Italia o anche all’estero?

Clicca per iscriverti alla newsletter di Giornale Il Referendum e ricevere notifiche di nuovi articoli per e-mail.