Se un ponte può collegarti al mondo
di Mike Becho
È stata una delle tanto auspicate grandi opere Berlusconiane, portata avanti sia nella legislatura 2001-2006 che in quella 2008-2011. Ora però questo progetto, atteso ma allo stesso tempo notevolmente contestato, potrebbe giungere al suo epilogo. Il viceministro alle infrastrutture e ai trasporti, Mario Ciaccia, ha annunciato che nei prossimi giorni sarà presa la decisione definitiva sulla realizzazione dell’opera. Nel caso in cui non venisse realizzata, si procederebbe probabilmente al reinvestimento dei fondi alle regioni interessate, Sicilia e Calabria. Nonostante il governo Berlusconi sia stato tra i maggiori sostenitori del progetto, l’idea di un ponte sullo stretto fa parte dell’immaginario politico nazionale da diversi decenni e ancor prima ha fatto parte dei progetti irrealizzati nel periodo storico del Regno delle due Sicilie, e nella probabile progettazione di un «ponte su barche e botti» realizzato dai Romani.
Forse non è un caso però che in tutti i casi i precedenti, a parte forse quello romano, non ci sia stata la realizzazione di un ponte sullo Stretto. L’area dello Stretto compresa tra le regioni Sicilia e Calabria presenta caratteristiche geofisiche particolari e ostiche per la realizzazione di un ponte delle dimensioni di quello previsto, che dovrebbe avere una lunghezza di 5,3 chilometri circa e su cui dovrebbero circolare sia automobili che treni. I terremoti sono tra le calamità naturali aventi notevole frequenza nella zona, e questo fatto non può essere trascurato. Nella nostra nazione, la Sicilia ha da sempre rappresentato «l’isola che guarda alla penisola» e da sempre si è operato per non «isolarla» dal resto del paese, includendola assieme alle altre regioni del mezzogiorno nei diversi piani di sviluppo e rilancio economico. Sebbene dal punto di vista ambientale l’opera sia devastante, non si può negare come la nascita di un ponte sullo stretto porterebbe ad un effettivo collegamento fisico al continente europeo, aumentando il traffico effettivo di persone e di merci da e verso la Sicilia e contribuendo alla creazione di nuovi posti di lavoro. Eppure lo smorzamento definitivo del progetto giunge dall’Unione Europea che inizialmente aveva messo dei fondi per la costruzione dell’opera stessa, ritenendola essenziale nel completamento dell’asse stradale nord-sud Berlino–Palermo. I fondi sono stati recentemente ritirati dall’UE per una valutazione di probabile non rientro dei finanziamenti attuati per l’opera unicamente attraverso il pagamento dei pedaggi per l’attraversamento del ponte .
È emblematico come l’Italia rappresenti l’élite della progettazione nel mondo e allo stesso tempo risulti essere uno degli stati in cui vi è un altissimo numero di opere incompiute o in fase di compimento da lunghissimo tempo, tanto che il ministero delle infrastrutture e dei trasporti sta istituendo una Banca Dati sulle opere incompiute nel nostro paese. Se pensiamo alla Salerno-Reggio Calabria rimaniamo allibiti da come nonostante siano passati decenni l’opera sia ancora in fase di completamento e non si abbia la certezza di una data di termine dei lavori. Un ponte forse non può collegare al mondo, ma diversi progetti irrealizzati allontanano l’Italia dal resto del mondo a livello tecnologico.












