Pubblicato il: mar, ott 9th, 2012

Ronde nere: dopo Milano arrivano anche a Roma, condannato Saya

di Claudia Parmiggiani

Immagine relativa ad una “ronda nera”

Sono due le condanne inflitte dai giudici del Tribunale di Roma, della V sezione penale, a Gaetano Saya e alla sua compagna Maria Antonietta Cannizzaro, rispettivamente di 11 e 5 mesi per apologia del fascismo. L’apologia del fascismo costituisce infatti un reato, previsto ai sensi di una legge del 1952, detta anche legge Scelba che punisce appunto la “riorganizzazione del disciolto regime fascista” in diverse forme e modalità.

Al centro del processo gli eventi risalenti al Giugno 2009, quando fu presentata l’iniziativa delle cosiddette “ronde nere” e della “Guardia Nazionale Italiana” approfittando dell’allarme sicurezza diffuso dal governo e dei decreti relativi. Le accuse si fondano sul fatto che entrambe le formazioni paramilitari avevano adottato divise e abbigliamento che riportavano in auge i simboli del fascismo, come l’aquila imperiale e la sigla “S.P.Q.R.” sulla manica della camicia. In sua difesa Saya, che oltre ad essere l’ideatore della “Guardia Nazionale” è anche il presidente del partito nazionalista italiano, ha affermato in una video-intervista, ancora reperibile sul web, che i simboli da loro richiamati sono parte della storia nazionale. Non scoraggiati dall’ondata di polemiche e proteste sollevata a Milano, i seguaci di Saya hanno dato spettacolo in un locale di Piazza Barberini, dove il “caporale” ha dichiarato: “Siamo nazionalisti, amiamo la nostra patria e per la terza volta il mondo vedrà la potenza di Roma e delle sue legioni”.

In moltissimi avevano ritenuto l’iniziativa del “caporale” sgradevole ma poco più che folkloristica e innocua, ma il passato giudiziario di Saya non è scevro di imputazioni e condanne, nel 2004 è stato infatti rinviato a giudizio per propaganda di idee fondate sull’odio razziale e nel 2005 è stato condannato ai domiciliari per aver creato all’interno del dipartimento studi Antiterrorismo una sorta di polizia parallela, si trattava dell’inchiesta sulla DSSA, struttura illegale parallela rispetto all’intelligence.

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