Pubblicato il: mar, ott 9th, 2012

“Obesity day”, per un giorno gli specialisti a portata di mano

di Stefania Manservigi

Locandina Obesity Day

Mercoledì 10 ottobre andrà in scena in tutta Italia una giornata promossa contro l’obesità. Così è stato deciso nella mattinata di ieri a Roma, al Palazzo dell’Informazione, con l’intento di promuovere stili di vita e comportamenti alimentari più equilibrati e più sani, a tutela della salute di ciascuno. Se l’obesità, infatti, finora era stata vista come un nemico distante un oceano intero, i numeri attualmente dicono il contrario sancendone il pericolo anche nel Belpaese: 44 italiani su 100 risultano in sovrappeso, mentre 1 su 10 obeso. Numeri impetuosi, che non possono non indurre alla riflessione anche il più strenuo sostenitore della dieta mediterranea, di italica tradizione.

Lo slogan scelto dall’Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) per la dodicesima edizione dell’Obesity day è molto semplice, ma efficace: “Non divieti ma scelte consapevoli”. L’intento è quello di raggiungere un destinatario più ampio del semplice paziente, perché la necessità di un’alimentazione sana deve diventare un’abitudine diffusa. Ecco quanto afferma a riguardo Giuseppe Fatati, presidente dell’Adi: “Fino ad oggi abbiamo colpevolizzato il singolo paziente senza tener conto che quando parliamo di obesità bisogna fare qualcosa di più. Forse questo è accaduto anche per colpa della formazione dei medici, ma è legato all’atteggiamento delle politiche socio-sanitarie. Ora invece  servono interventi strutturali che devono agire sull’intera popolazione”. Sulla necessità di interventi strutturali in materia sembra d’accordo anche Gianni Pittella, vice Presidente del Parlamento Europeo che, intervenuto alla presentazione dell’Obesity day, ha così sottolineato: “L’obesità si può contrastare con l’educazione sanitaria e la prevenzione a scuola grazie a stili di vita salutari, fattori che devono privilegiare un certo tipo di alimentazione e un maggior movimento fisico. Un grande orientamento generale ci arriva anche dall’Europa, che può sostenere finanziariamente le campagne e le iniziative concrete per invertire la diffusa cultura alimentare che porta all’obesità”. E dello stesso avviso risultano anche gli italiani: da un sondaggio condotto dall’Ipsos e promosso proprio dall’Adi, infatti, risulta che il 97% degli italiani crede che nella battaglia contro l’obesità l’arma migliore sarebbe garantire la sensibilizzazione all’educazione alimentare a partire dalla scuola. Sempre dallo stesso sondaggio risulta inoltre che il 93% degli intervistati ritiene necessari interventi strutturali che favoriscano l’esercizio di attività fisica nelle città, mentre il 78% si schiera contro politiche proibizionistiche che vorrebbero frenare il consumo solo di alcuni elementi.

Una fotografia dell’Italia un po’ controversa; nonostante si riconosca l’importanza dell’acquisizione di una certa consapevolezza in materia alimentare si nota una certa fatica a slegarsi da determinate abitudini. Vi è però un determinatore comune: la consapevolezza della necessità di valorizzare il ruolo della scuola in questo settore. Visione condivisibile, sicuramente, ma al momento utopistica. La tanto bistrattata istruzione, nel mirino dei tagli anticrisi, non sembra infatti al momento essere al centro di una riforma e di un potenziamento a riguardo. Perciò per adesso non resta che partire da iniziative come quelle dell’Obesity day che permetteranno ai cittadini di chiedere consigli agli specialisti che, nelle strutture aderenti alle iniziative, resteranno a disposizione di chi vorrà avere informazioni.

Riportiamo di seguito il sito in cui si può trovare l’elenco delle strutture che hanno aderito:

http://www.obesityday.org/home/

Fonte articolo:

http://www.adnkronos.com

Fonte immagine:

http://www.piusanipiubelli.it

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