Pescherecci siciliani fermati dai militari libici, ennesimo attacco a imbarcazioni mazaresi
di Anna Chiara Sardella
Non è la prima volta che pescherecci finiti in acque internazionali vengono fermati dai libici e ricondotti a Bengasi. Daniela L e Giulia Pg, sono i nomi dei pescherecci mazaresi fermati domenica dalle motovedette libiche. Il peschereccio Daniela L era già stato fermato a dicembre 2010, anche allora era stata seguita la stessa procedura, i marittimi furono scortati fino a Bengasi.
Un’azione gravissima per il sindaco di Mazara: “E’ stato fatto uso delle armi e questo è di gravità assoluta”. I due scafi italiani, che portavano 14 marittimi tra italiani e tunisini, quella mattina erano ancorati in acque internazionali a circa 40 miglia al largo dalle coste libiche; è stato intorno alle 13 durante una nuotata che i militari libici hanno aperto il fuoco e sequestrati i natanti scortandoli fino a Bengasi. “Anche se erano fermi in acque internazionali i libici ritengono quelle acque di loro pertinenza” afferma il sindaco di Mazara del Vallo Nicola Cristaldi.
Nel 2010 il peschereccio Daniela L dovette pagare un’ammenda di 5 mila euro. Il comandante di GiuliaPg Domenico Asaro invece è noto per le sue azioni di ribellione contro i sequestri libici: sedici anni fa fu incarcerato a Misurata per sei mesi, inoltre sempre nell anno 2010 riuscì a scappare da un attacco simile a quest’ultimo sferrato dai militari libici, era fine febbraio.
E’ impressionante vedere la facilità con cui i pescherecci italiani cadono nelle mani dei paesi dell’Africa Settentrionale tramite azioni come questa, preceduta da scariche di mitra: altre due imbarcazioni Twenty four e Sfax, mazaresi, sono in Tunisia attualmente sequestrate. E’ necessario ora, come afferma la Cosvap, incrementare la presenza dei militari italiani sul canale di Sicilia.











