Pubblicato il: lun, ott 8th, 2012

HC vs HC- I risultati delle Elezioni Presidenziali in Venezuela

di Stefano Capponi

Sono arrivati dunque i risultati delle elezioni presidenziali in Venezuela. Risultato alquanto scontato.

La chiusura delle urne era prevista questa notte a mezzanotte e mezza, ma le particolari norme elettorali del Paese sudamericano prevedono che anche dopo l’orario formale di chiusura dei seggi si dia la possibilità a coloro che sono ancora in fila per effettuare il proprio diritto di voto di continuare. Tutto ciò ha fatto sì che oltre a una giornata elettorale, si abbia avuto di fatto una lunga notte elettorale.

La campagna elettorale è stata la solita campagna “alla Chavez”. Ovvero di una teatralità e di un populismo come al solito impressionanti. L’attuale Presidente del Venezuela, a Capo del Paese per tredici lunghi anni dal 1999, con una breve interruzione solo nel 2002 nel poi sventato colpo di Stato di Pedro Carmona Estanga, punta ai diciotto scrivendo su twitter “E’ iniziata la battaglia, andiamo con Dio e con la Vergine del Rosario”, e urlando al suo popolo “All’attacco! Mai più sarete governati da questi perdenti della borghesia.” E se da una parte si è mostrato aperto a qualsiasi tipo di risultato, sicuramente “da rispettare”, e ha invitato i Venezuelani comunque a decidere liberamente, ma ha ricordato che, nel caso in cui perdesse, si rischia una guerra civile. Chavez ha giocato come al solito molto anche sulle sue esperienze personali, tappezzando le strade di manifesti dove ricorda di aver sconfitto il cancro, o dove parla di altre sue prodezze (cosa tipica di un certo genere di governanti più o meno autoritari, dal vecchio Imperatore Commodo allo Zar Putin), e ha tratteggiato gli avversari in maniera molto forte, chiamandoli molte volte “fascisti” o accusandoli in parte di sostegno esterno, magari dagli odiati Stati Uniti.

Un manifesto propagandistico su Hugo Chavez

L’avversario in questione, qui era Henrique Capriles, un giovane quarantenne che ha attirato molti più voti “virtuali” nei sondaggi di quelli che Hugo Chavez si aspettava, che lo avrebbero portato molto lontano dal 63% guadagnato alle elezioni del 2006.. Gli ultimi in realtà, in particolare quelli della casa Hinterlaces, indicavano una distanza di sedici punti tra i due principali contendenti, con Chavez al 50% e Capriles al 34%. Capriles è a capo del MUD (Mesa de la Unidad Democratica, la Tavola Rotonda dell’Unità Democratica), formata già per le elezioni parlamentari del 2010, quando aveva di un soffio sfiorato la maggioranza con il 47% dei voti, solo un punto sotto quelli chavisti, tramite questo gruppo di “unità” in funzione antiChavez.

Questi sono stati i risultati finali: l’affluenza è stata dell’82%, superiore alle aspettative, forse per il sistema di voto. Hugo Chavez ha vinto con quasi il 55% dei voti (54,9), al di sopra di ciò che si pensava dai sondaggi. Capriles ha comunque racimolato un buon risultato, con il 44,6% delle preferenze. Tutti gli altri candidati sono andati sotto l’1%.

Chavez ha festeggiato, esultando dal “balcon del pueblo”. Poiché il nuovo mandato decorrerà ufficialmente da febbraio 2013, Hugo Chavez resterà el Presidente almeno fino al lontano 2019.

  • http://icittadiniprimaditutto.wordpress.com icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    • http://giancarlocanfailla JUAN CARLOS CANFAILLA

      ha vinto il popolo. VIVA CHAVES.

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