Muse: nuovo album, nuovi suoni, nuova voce, tanta delusione e qualche soddisfazione
Di Andrea Gentili
The 2nd Law, il nuovo album dei Muse, è uno di quei dischi nella storia della musica che porta allo stesso tempo gloria e rovina alla propria band. The 2nd Law arriva, dopo The Resistance, in un momento clou della carriera dei Muse: Matthew Bellamy, cantante e chitarrista, ha rotto la sua storica relazione con la sua ragazza italiana, e ritrovato l’amore con l’attrice americana Kate Hudson, con la quale è diventato papà per la prima volta nel 2011; Chris Wolstenholme, bassista e seconda voce, ha risolto la sua dipendenza dagli alcolici, che era diventata così grave da lasciare spesso i suoi compagni a registrare da soli, durante la realizzazione del loro precedente album nel 2009.
«Con the 2nd Law ci sentiamo di tracciare una linea sopra un certo periodo, rispetto a quanto abbiamo fatto finora nella nostra carriera» aveva preannunciato Chris Wolstenholme alla rivista Kerrang. «È tempo di muoversi su qualcosa di completamente differente» aveva continuato. E la svolta c’è stata, smuovendo le sensazioni dei tantissimi di fan (più di 13 milioni solo su Facebook), e di chi fan ancora non lo era. Perché se Unsustainable, Survival, Madness e Isolated System, i primi quattro brani da cui è stato tratto un video e, nel caso di Survival e Madness, anche un singolo, hanno fatto acquistare alla band inglese fan nuovi di zecca, non per forza legati alle vecchie canzoni dei Muse, l’intero album è stato rigettato da molti fedelissimi musers. Complici gli eventi precedentemente riportati, e un tour girato come gruppo sostenitore degli U2, The 2nd Law è un album di sperimentazioni di nuovi suoni, di generi differenti, talmente differenti che non se ne riesce a venire a capo.
Dal classico suono degli ultimi Muse in Supremacy, ma commercializzato per i motivi che più avanti vedremo, al pop elettronico di Madness, passando per il genere troppo enfatico alla Queen in Survival, il funk di Panic Station, il sound inconfondibile degli U2 in Big Freeze con tanto di voce alla Bono (recuperata anche nel finale di Madness, dove Matthew Bellamy emula Bono Vox in Sometimes You Can’t Make On Your Own, sentire per credere), al simil metal di Liquid State, il beat da discoteca in Follow Me, il dubstep in Unsustainable, e, finalmente, i Muse stessi di Showbiz in Animals (attenzione però al ritmo di questa, presa da Jigsaw Falling into Place dei Radiohead) e Explorers (che comunque ricorda tantissimo Invincible, ma anche un po’ Shine Acoustic, vecchi singoli capolavori della band). Oltre allo spazio completamente buttato via per una canzone, Prelude, che farebbe molta più bella figura se fosse incorporato dentro il brano successivo, Survival, canzone ufficiale delle Olimpiadi di Londra, l’album ha in sé principalmente un grosso difetto, e cioè quello di non avere un filo conduttore. The 2nd Law appare così più una raccolta di singoli, che un concept album come i precedenti. Le canzoni non hanno nulla in comune tra di loro, basti pensare che Survival è stato inclusa all’ultimo momento nella tracklist, tanto che a Luglio Bellamy su Facebook aveva dichiarato di essere ancora in dubbio se includerla o lasciarla come singolo esterno, e oltretutto appartengono a generi completamente differenti.
La scaletta è ordinata come lo sono dei libri su uno scaffale di una biblioteca, ma per un album che dovrebbe avere come suo primo obbiettivo l’armonia dei suoni, questo è un punto decisamente a sfavore: le canzoni Save Me e Liquid State, cantate da Chris, una delle tante novità di questo album dove il bassista si sostituisce per la prima volta alla storica egemonia di Matthew al microfono cantando della sua guarigione dalla dipendenza dall’alcool, sono messe assieme; Animals e Explorers, quelle che più ricordano i vecchi Muse e che fanno tirare un sospiro di sollievo ai tanti fan, sono accoppiate al centro dell’album. Ma il vero tonfo sta nella posizione di Unsustanaible, la canzone che invece più ha fatto spaventare i fan per il sound dubsteb alla Skrillex, messa in coppia con Isolated System in fondo al disco. Il brano, che si apre con il suono mozzafiato di archi, sarebbe stato una ottima intro per The 2nd Law, e assieme a Isolated System, all’ultima posizione, avrebbe aperto e chiuso la cornice di un album assolutamente non eccellente, ma che con una giusta posizione delle canzoni avrebbe forse guadagnato qualcosa in più.
D’altronde i Muse ci avevano abituati bene a questi tipo di intro, vedasi il pianoforte di Sunburn e New Born, la marcia militare con cui si apriva Absolution, il sintetizzatore di Take a Bow; perfino Uprising con la sua batteria incalzante era una migliore intro di quanto invece lo sia una canzone come Supremacy, tentativo fallito di sfornare una canzone per il nuovo film di 007. A quanto pare infatti, Supremacy, scritta apposta per il nuovo film di James Bond chiamato Skyfall, non è stata presa in considerazione dal regista del film: «Ha un po’ del tema di Bond. La mia opinione è che avrebbero potuto usarla per la colonna sonora, ma poi non so cosa sia successo. Ho sentito che la sta facendo Adele», ha dichiarato Dominic Howard, batterista dei Muse.
Note positive di questo album, sebbene poche, ci sono: innanzitutto, la voce di Bellamy. Sembrava non potesse farsi più bella di così, eppure la sfida è stata vinta. Andato a lezione di canto, incredibile che non ne avesse mai frequentato una, Matthew ha superato ogni suo limite, rendendo la sua voce ancora più splendida di come fosse in precedenza, più profonda, più armoniosa, e si potrebbe azzardare, la più bella della storia del rock dopo il genio di Freddie Mercury. Le sue note vocali ora ti avvolgono stretto, e sarà un piacere sentire come si comporterà dal vivo in canzoni dai toni altissimi come Micro Cuts, o in stupendi cori come in Starlight. Il ritorno al vecchio stile, mancato in The Resistance, in canzoni come Animals, che riportano la band alle sonorità tipiche dei primi tempi, dove ancora venivano considerati i nuovi Radiohead, e il ritorno alla ballata, di nuovo ancora dopo il buco di The Resistance, in Explorers, canzone stupenda che parla di una nuova età dell’oro fuori da questo sistema solare.
Per sentire le canzoni di The 2nd Law dal vivo, e per rivedere i Muse di nuovo dal vivo non dovremo aspettare molto: il trio sarà in Italia il 16 e il 17 novembre a Casalecchio di Reno e Pesaro, in attesa di un secondo ritorno che avverrà con ogni probabilità l’estate prossima in qualche stadio o arena italiana.













