Bye bye Schumacher
di Gianluca Valotti
Michael Schumacher, il pilota più vincente nella storia della Formula 1, tedesco dal sangue freddo, di grande personalità, che per anni ha annichilito tutti gli avversari, vinto o perfino stravinto titoli mondiali, ha deciso di ritirarsi definitivamente dal mondo delle corse.
L’addio arriverà a fine mondiale, quindi sarà possibile ammirarlo sfrecciare ancora per diversi gran premi, seduto sul sedile della Mercedes, l’auto che ha guidato da quando nel 2010 è tornato a competere dopo il primo ritiro del 2006 .
In passato aveva emozionato milioni di persone, s’era guadagnato la stima dell’intero ambiente, l’etichetta di invincibile, coi trionfi targati Benetton, team guidato allora da Flavio Britatore e i cinque titoli di fila con la Ferrari.
Navigando attraverso i ricordi, è impossibile non ricordare almeno un’immagine, una scena particolare di quando poco più che ventenne esordì con la Jordan nel 1991, oppure quando tre anni dopo vinse il primo dei sette mondiali: indimenticabile la sua concentrazione prima che cominciasse la gara.
Indimenticabili le scene di fine gara con Schumi sul gradino più alto del podio, immagini viste e riviste, entrate nel mito, nella leggenda dello sport: podi per anni collezionati da Schumacher come le bottiglie di champagne stappate e gli innumerevoli trofei.
La prima vita sportiva del tedesco durata dal 1991 al 2006 è stata fantastica, a dir poco spettacolare, negativo invece il ritorno, la seconda e ultima vita sportiva, fatta di tanto fumo e pochissimo arrosto, tanti gran premi corsi nelle retrovie, da pilota normale, non certo alla Schumacher.
Ma, nonostante questi ultimi risultati negativi, alcune piaghe che possono essere trovate in qualsivoglia carriera di qualsivoglia sportivo, Michael resta unico, inimitabile, rimane e per sempre rimarrà Michael Schumacher, il pilota più vincente della Formula 1.
Queste le parole di Ross Brawn, uno degli uomini di maggior importanza nell’automobilismo, che ha condiviso con Schumi molti successi nel ruolo di direttore tecnico di Benetton e Ferrari: «Michael Schumacher è il pilota del secolo, è stato un privilegio lavorare con lui fin dall’inizio, insieme abbiamo vissuto momenti fantastici, a volte anche duri, ma ricordo soprattutto i tanti successi».
Non c’è frase migliore per ricordare uno degli sportivi più influenti, non vi è una cornice più perfetta delle parole di Brawn per un vero capolavoro: Michael Schumacher.











