Pubblicato il: mer, ott 3rd, 2012

Ryanair vola via da Verona tra “contratti tossici” e concorrenza sleale

di Manuel Lai

Aeroporto Valerio Catullo, Verona

E’ una notizia che potrebbe cambiare le abitudini di volo di tantissimi passeggeri, di tutte quelle persone che da Verona riuscivano a spostarsi a prezzi agevolati e vantaggiosi. Ryanair, la compagnia low cost che nella città scaligera riusciva a muovere 500mila passeggeri, abbandonerà dal 12 ottobre l’aeroporto Catullo di Verona. Cancellati 39 voli settimanali e 11 tratte che giornalmente coprivano città italiane e estere. Una grave perdita e tantissimi disagi per tante persone, nonostante il totale rimborso o la riorganizzazione del volo garantita dalla compagnia irlandese. Grande soddisfazione invece da parte dei vertici dello scalo veronese che sono finalmente riusciti a liberarsi di una compagnia che gravava pesantemente su una situazione di grande difficoltà.

 

Quello tra la compagnia irlandese e i vertici dell’aeroporto era un contenzioso che andava avanti ormai da mesi, più o meno da quando nel luglio 2011 si sono insediati i nuovi vertici del Catullo. Ereditato un buco nel bilancio di 26 milioni si sono ritrovati tra le mani una lunga serie di “contratti tossici”. Contratti fin troppo costosi che gravavano pesantemente sulle finanze dello scalo. Al centro delle polemiche quello stipulato con Ryanair, firmato dall’ex direttore generale Massimo Soppani, ancora oggi dentro l’occhio del ciclone per la gestione della Catullo spa. L’accordo contestato dai nuovi vertici prevedeva un incentivo di 24 euro a passeggero per 5 anni, che costringeva l’aeroporto a pagare 5 milioni di incentivi e che portava ad un regime di concorrenza sleale che favoriva Ryanair rispetto alle altre compagnie.

 

Un volo Ryanair

Un braccio di ferro che sembrava non avere fine, con l’Unione Europea che aveva aperto un’inchiesta che indagava gli aiuti economici percepiti dalla compagnia irlandese non solo a Verona ma in tutta Europa. E mentre dall’aeroporto scaligero si rifiutavano di pagare gli incentivi, i vertici della compagnia low cost avevano smesso di pagare le tasse aeroportuali ed Enac era pronta a non far più partire gli aerei irlandesi che non pagavano le tasse. Una sentenza del Tar il 10 ottobre avrebbe dovuto risolvere la questione, ma Ryanair ha deciso di farsi da parte, visto il clima sempre più pesante e il coinvolgimento e le indagini dei vertici europei.

 

Una soluzione che sembra accontentare tutti, tranne chi veramente andrebbe tutelato: l’utente si ritroverà coinvolto in una situazione il cui futuro appare ancora troppo fumoso e ben poco chiaro. Ryanair garantisce la tutela dei voli già prenotati e annuncia l’apertura di nuove tratte in aeroporti vicini che le garantiranno tutto il supporto necessario. Il Catullo afferma con sicurezza che tutte le rotte lasciate scoperte verranno subito recuperate da altre compagnie, anche low cost, che riporteranno a Verona l’utenza che per ora sembra persa. Meridiana subentrerà infatti al colosso irlandese nelle tratte Verona-Londra e Verona-Palermo, con pacchetti da 39 e 49 euro per la Sicilia e 68 euro per l’Inghilterra. 20 mila nuovi posti che però non bastano a sanare una situazione in cui molti si ritroveranno costretti a partire lontano da Verona o a prezzi alti e ben poco concorrenziali. C’è attesa per  una reale soluzione al problema.

 

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