Il Partito Laburista e l’ennesima svolta verso il centro
di Gerardo Canteri
In questi giorni si sta svolgendo a Manchester il congresso del Partito Laburista. Nella giornata di ieri è intervenuto il leader Ed Miliband, che ha lasciato intendere una svolta labour verso il centro.
Nel suo lungo discorso ha voluto più volte precisare di non voler essere chiamato “Red Ed” (Ed il rosso), e ha poggiato i primi mattoni per costruire la campagna elettorale che porterà alle elezioni nel 2015.
Il congresso è stato organizzato a Manchester, importante centro del nord rosso, zona spesso dimenticata dai conservatori del sud. La scelta non è proprio una novità, l’ultimo congresso, infatti, si era tenuto l’anno scorso a non molte miglia di distanza, a Liverpool. Martedì è il giorno di Ed Miliband.
Il leader inizia il suo intervento parlando della sua esperienza personale e familiare, ricordando come lui sia figlio di immigrati ebrei fuggiti dai nazisti. «Non sarei su questo palco senza la tolleranza e la compassione con cui questo grande Paese, la Gran Bretagna, ha accolto la mia famiglia». E qui un altro tema importante: “la Gran Bretagna”. Miliband ha voluto far capire come l’obbiettivo del Labour sia quello di governare l’intera Nazione (Inghilterra, Galles, Scozia ed Irlanda del Nord), e molte cose fanno capire che “One nation” sarà uno slogan che sentiremo spesso. Mai nella storia il partito laburista aveva fatto del nazionalismo britannico il proprio cavallo di battaglia. Eppure sembra che la direzione sia quella, tanto che alcuni attenti giornalisti hanno fatto notare come Miliband abbia ripetuto il concetto 40 volte in 75 minuti. Uno smarcamento definitivo dai movimenti di indipendenza presenti in maniera molto forte in Scozia e in Galles, fino ad oggi visti con simpatia dai laburisti.
«Dobbiamo essere il partito del settore privato quanto del settore pubblico. Il partito della piccola impresa che sopravvive a fatica. Il partito del sud e quello del nord. Il partito della classe media sempre più piccola e martoriata».
A prima vista sembrerebbe quindi un’altra svolta del partito verso il centro, alla conquista dei voti degli indecisi e dei delusi dal governo di coalizione conservatori-liberaldemocratici. Un’immagine che ricorda molto bene Tony Blair con il suo New Labour, citato infatti più volte da Miliband nel suo intervento di ieri.
Con un governo sempre più in crisi di popolarità, sono in molti a credere che il Partito Laburista costituirà il prossimo governo, e quindi ci si aspetta molto dal giovane leader, che ha infatti voluto parlare anche delle eventuali politiche economiche che verranno prese una volta al governo. «Se verremo eletti, imporremo per legge una riforma bancaria che stabilisca una chiara separazione tra banche commerciali e banche d’affari», ha annunciato Miliband, aggiungendo inoltre come sia necessario un ritorno tradizionale del sistema bancario britannico, dove la banche debbano essere davvero al servizio dei clienti.













