Pubblicato il: mar, ott 2nd, 2012

L’arroganza italiana nella politica “twitteriana”

di Sergio Zuppiroli

I Tweet arroganti di Gasparri

Di bagarre politiche in questi ultimi tempi c’eravamo abituati, ma proprio quando si pensa di aver visto tutto: arriva la “bella” novità. Bagarre politiche sempre più irriverenti e di numero spropositato. Oltre alla tanto agognata questione del dopo governo tecnico: Monti Bis o non Monti Bis? Ma di questo ce ne occuperemo, prima bisogna sottolineare un accaduto al quanto bizzoso. I nostri politici ci avevano già deliziato tempo addietro con tweet particolari o esilaranti dichiarazioni facebookiane a tratti razziste o comunque fuori luogo. L’ultimo cronologicamente parlando è un cinguettio di Gasparri, che dapprima spara a zero sulle dichiarazioni di Zeman affermando quanto segue: “Visto Zeman ora in tv. Inquietante. Lunghe pause, sguardo fisso, parole ridicole. Avvisare i parenti”; poi come risposta a un utente “sconosciuto” da il meglio di sé. “Sei seguito solo da 48 (followers ndr), imbarazzante”, come per dire, non sei nessuno non puoi parlare. L’Onorevole non è nuovo a queste affermazioni infatti, anche il giorno precedente, un ennesimo suo tweet in risposta ad un altro utente recitava: “ti seguono in 28 non ti montare la testa!”

L’arroganza della nostra politica è tutta italiana, ma mai si era vista una bagarre su “chi ce l’ha più lungo” riguardante i followers di un social network, che serve appunto per dare a tutti la possibilità di dire la propria. Questo comportamento riassume perfettamente la situazione italiana: chi ha potere sbeffeggia tranquillamente chi è colpevole di “non essere qualcuno”, senza contare che in questo caso, il potere gliel’hanno dato proprio i nessuno come l’utente che ha risposto, votandolo. L’arroganza politica che si verifica in infinite occasioni: dai 70.000 euro spesi in un anno per lavare 12 auto blu, alle note vicende di rimborsi pubblici comunali/regionali/statali gonfiati all’impossibile per arrotondare quei già cospicui stipendi mensili. L’arroganza che si traduce in riforme elettorali, porcellum in primis, assurde: dove i votanti non possono neanche mettere una preferenza ma scegliere solo i colori preferiti di un logo che non significa ormai più niente. L’arroganza con cui spesso si rilasciano dichiarazioni immonde rivolte a persone colpevoli solamente di amare una persona di egual sesso.

Non si può racchiudere soltanto dietro ad un atteggiamento arrogante il momento così impietoso che sta attraversando il nostro paese. Sicuramente, però, si hanno delle colpe anche nel fattore della competenza, non saremmo dovuti arrivare a un governo tecnico altrimenti. Ma soprattutto non rimarremmo in attesa di un probabile Monti bis, se ci fosse competenza. La più grande sconfitta della nostra democrazia, sempre troppo distante da una società meritocratica, avverrà infatti, il giorno in cui un Monti Bis nascerà. Stando alle ultime dichiarazioni di tanti esponenti di Camera e Senato, si ha tutta l’impressione che la riforma elettorale sia un miraggio e che la responsabilità di tutto il paese si voglia, molto volentieri, dare in mano al Professore. Per cinque anni stavolta, designandolo in una lista civica comune come suggerisce il buon Casini: Pdl e Pd felicemente insieme contro l’antipolitico Grillo. Oppure gli infiniti elogi dal delfino Alfano:” Monti ha lo standing, il profilo, l’autorevolezza per essere candidato ad ogni incarico, anche europeo”, scordandosi evidentemente il suo ruolo così distante dalla politica fino a quale mese fa. Addirittura anche la Gelmini, dopo un lungo e giusto letargo mediatico (dopo le svariate gaffe tra neutrini sotterranei che percorrono distanze infinite e tweet in un inglese maccheronico) afferma sicura che un “Monti bis è extrema ratio, solo se la politica non riuscirà ad intervenire in maniera esaustiva sui tagli agli sprechi”, dimenticandosi che è proprio per colpa di questa politica che siamo giunti a questo punto. Solo il rottamatore Renzi sembra aver ben chiaro il ruolo di un politico, cioè quello di governare e non farsi governare da tecnici imposti:” Spero che dopo la supplenza tecnica torni la politica”.

Monti Bis per l’Italia: unica cura possibile?

La partita che si sta giocando è contro se stessi, i politici attuali ormai si è capito non hanno molta voglia di prendersi responsabilità e non saranno certo i tecnici a sovraccaricarsi cambiando leggi che non interessano né a loro, né a mamma Europa. La riforma elettorale sempre più lontana e le prossime elezioni sempre più vicine sembrano chiudere sempre “meglio” il quadro di una politica stanca, senza motivazione o idee: solamente con la voglia di tirare a campare. Quella stessa voglia che il Professore agli albori del suo mandato aveva denigrato e assicurato non avere. I ruoli si sono invertiti, non sono i politici a governare sotto consiglio tecnico, ma i tecnici a governare sotto consiglio politico: difficile essere sicuri di cosa sia peggio.

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