Pubblicato il: mar, ott 2nd, 2012

C’erano una volta le Province

di Mike Becho

Una cartina raffigurante le Province abolite

Non sono mai state un ente stabile nella storia politica e amministrativa Italiana, eppure dal dopoguerra fino ad oggi non hanno fatto altro che aumentare. Ma questo 2012 non si smentisce, ancora una volta si dimostra anno di riforme ma soprattutto di tagli, tagli che questa volta riguarderanno le Province. Nate grazie ai Savoia intorno alla metà dell’800, le Province sono state da sempre gli organi amministrativi che hanno subito maggiori modifiche a livello strutturale e gestionale.

Dall’inizio dell’anno ci sono state varie proposte di legge, riprese dal governo precedente, riguardanti l’abolizione di queste istituzioni, le quali però sono state solamente prese in considerazione dal governo Monti. Nei mesi successivi si è proceduto a valutare la modifica della proposta di abolizione, introducendo nuovi contenuti meno drastici e tendenti alla sola riduzione del numero delle Province a statuto ordinario. La scelta di ridurre il numero di Province è stata dettata dalla situazione economica Italiana; la riforma Monti è stata introdotta per far fronte a dei tagli essenziali per la rinascita del Paese, con il pensiero che i primi interessati dovessero essere gli enti statali in quanto fautori di numerosi sprechi, spesso sottolineati dai media. Il decentramento istituzionale partito dal federalismo fiscale toccava solo comuni e regioni, organi maggiormente impegnati a livello territoriale, ed escludeva le Province, viste da sempre come istituzione poco operativa ma con troppi dipendenti a suo carico. Ci sarà perciò una riduzione del numero di Province ordinarie da 86 a 44, con accorpamenti di Province con basso numero di abitanti ed estensione ridotta a quelle aventi i requisiti di idoneità previsti.

In tutte queste riforme si è dimenticato che le regioni sono abitate da cittadini legati da tradizioni che li accomunano territorialmente, a volte più intense e antiche di quelle regionali e che nella storia hanno portato anche a diversi disaccordi tra abitanti di province diverse. Sicuramente a livello economico la riforma porterà un notevole risparmio economico, ma probabilmente sotto alcuni aspetti eliminerà parti di storia locale essenziali per il popolo italiano.

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