Pubblicato il: ven, set 28th, 2012

“Non ci conosciamo già per caso..” ..The Ruiners – Happy Birthday Bitch

di Matteo Molon

La cover dell’album

“Non ci conosciamo già per caso?” è la classica domanda che capita di sentire dire quando, in un pub, si unisco due compagnie in cui uno o più componenti si conoscono reciprocamente, si voglia per scuola, hobby, sport, facebook, twitter. Per la serie “sarebbe strano il contrario”, non manca mai occasione per l’impressione di aver di fronte una faccia familiare.

Queste serate generalmente possono trascorrere piuttosto lente, se i due gruppi non si amalgamano bene, oppure incredibilmente rapide, se dallo stato di “perfetti sconosciuti” si passa a quello di “amiconi/compagni di bevute” nel giro di pochi minuti, in cui arrivano sempre quegli argomenti che rispettivamente dividono o uniscono. Facendo seguire alla fine, durante i saluti, un “ci vediamo presto” e “quando torno a casa ti aggiungo (sul social network di turno)”.

Nel frattempo l’intrattenimento è offerto da qualche sgangherato gruppo, cover band più o meno brave e fedeli all’originale, ragazzini ai quali hanno appena messo in mano uno strumento e, in qualche fortuita occasione, la “Band-sfascia-locale”, in termini più esaustivi 4 ubriaconi che nell’energia della bevuta riescono a picchiare bene e a fare girare come si deve la musica; canzoni originali, scritte da loro e mai sentite, le quali però ti si aggrappano subito alle spalle perché composte per il pubblico che tu, seduto al tavolo con la pinta media fredda davanti, rappresenti: ragazzi giovani in cerca di uno sfogo per le scocciature della settimana e del giorno stesso, complice lavoro, università, ragazzo/ragazza che ti assillano manco si fosse già sposati.

I pezzi dei The Ruiners sono questo, e lo vivono, nel senso più generico del termine, nuotano dentro una birra e ne sono le bolle, la schiuma, il gusto carico e i gradi avvolgenti. “Beer Time” ne è l’inno, l’inno internazionale dei venerdì sera, prova a dire il contrario!.

Le figure sfocate che a un certo punto stai vedendo suonare su quel palchetto sono loro, e il suono distorto no, non è l’alcool, ma probabilmente un fonico che ha eseguito il suo lavoro svogliatamente, il locale troppo piccolo e sovraffollato, dove c’è rimbombo, o la stessa band che si è sistemata i volumi da sola, ma già prima del concerto era bella carica e partita per la tangenziale, strada che si sta rilevando comunque vincente: Happy Birthday Bitch! “legna” come poche altre nel panorama musicale rimesso sul palchetto dai Ruiners. Un panino con hamburger, punk, hard rock, lattuga, cipolla, chitarre distorte, formaggio, bacon, salsa rosa e patatine. Esilarante.

Anteprime dei brani qui.

Clicca per iscriverti alla newsletter di Giornale Il Referendum e ricevere notifiche di nuovi articoli per e-mail.