Facebook e privacy, scoperto un bug che pubblica i messaggi privati sulla “timeline”
di Manuel Lai
Il morbo di Facebook colpisce ancora. Proseguono le segnalazioni, partite nei giorni scorsi dalla Francia, secondo cui numerosi messaggi privati iniziano a comparire nelle bacheche degli utenti senza alcun motivo. Una paura diffusasi anche qui in Italia, dove molti utenti denunciano la situazione. E se nella giornata di martedì la Commissione nazionale francese dell’informatica e delle libertà si è mossa per incontrare i vertici del social network, da più parti Zuckerberg e Co. sembrano voler minimizzare l’accaduto.
La commissione francese prosegue le sue indagini, denuncia una situazione di confusione e di mancata chiarezza, con utenti spiazzati della “timeline”, l’ultima modifica di Facebook che ha scontentato tutti. Il ministro dell’economia digitale Fleur Pellerin ha addirittura invitato i francesi lesi nella privacy a far causa ai vertici della società di Palo Alto. Numerosi utenti sono andati a ricercare nel passato dei loro profili pubblici notizie non gradite e c’è chi assicura di aver riscontrato il bug anche sul proprio “diario”. Tutto è cominciato con la denuncia del portale metro.fr: tutti i messaggi del 2007, 2008 e 2009 appaiono tra le notizie pubbliche. Rapida la risposta di Facebook: “Alcuni utenti segnalano di aver trovato sulla propria Timeline post che erroneamente hanno scambiato per messaggi privati. I nostri ingegneri hanno controllato e hanno appurato che si tratta di vecchi post pubblicati tempo addietro sulla bacheca e che sono sempre stati visibili nella pagina del profilo. Facebook ritiene che non ci sia stata alcuna violazione della privacy”. Eppure, come sempre succede, la paura e gli allarmi hanno preso il sopravvento, il titolo dell’azienda in borsa è crollato ai minimi storici e tra ironia e vere e proprie fobie sembra che molti di quelli che hanno letto la notizia, bufala o meno, hanno deciso di andare a controllare la propria bacheca.
Continua così la diatriba sulla discutibile politica sulla privacy portata avanti da uno dei siti più visitati al mondo. Le impostazioni per la protezione dei dati sono cambiate anno dopo anno, diventando per molti sempre più permissive e complesse. E mentre Facebook garantisce la massima trasparenza e il controllo diretto per l’utente, per molti districarsi tra le varie opzioni è difficile è complesso. Ormai la paura ha preso piede e sarà difficile porre fine alla diaspora di malcontento e problemi. Il nuovo bug, vero o non vero che sia, porta alla luce, forse più di tutto il resto, le difficoltà nel gestire un sito con più di 955 milioni di persone e di dati personali nelle mani di una sola azienda. Una vera bomba a orologeria, un’arma pronta a esplodere da un momento all’altro: il conto alla rovescia è già cominciato.













