Pubblicato il: gio, set 27th, 2012

Dopo la Spagna, anche Atene si ribella

di Leonardo Sartori

Il Premier greco Samaras

Martedì a Madrid, ieri ad Atene. I due paesi emblematici della grande crisi Europea sono stati in questi due giorni scenari di ulteriori proteste, entrambe sfociate in violenti scontri tra manifestanti e polizia. Come temuto, la Spagna si sta avvicinando gradualmente alla situazione della Grecia, una specie di “bollino rosso” o livello estremo, almeno finora. La giornata di questo mercoledì greco è stata all’insegna dello sciopero convocato dai sindacati Gsee e Adedy contro le misure di austerity che il conservatore Samaras vuole varare, uno sciopero che ha raccolto circa 70 mila persone.

Il governo greco sta esaminando una serie di misure che andranno ad attaccare non solo le pensioni, ma anche salari e assistenza sociale. Questa mossa di forbice a scapito dei cittadini greci è un escamotage per ridurre le spese, ed essere quindi idonei a ricevere il prestito di FMI e UE da oltre 31 miliardi di euro. Così, durante la mattinata parte il corteo, mentre parallelamente è organizzato un secondo corteo da parte di un terzo sindacato. L’incontro dei due cortei presso Piazza Sintagma ha dato via alle tensioni. Non potevano mancare i Black Block che con molotov, pietre e bombe carta, provocano danni a edifici e negozi. Questo il risultato della manifestazione sfociata in violenza. Ben 5mila poliziotti circa presidiavano la zona del Parlamento greco, e alla fine della giornata oltre un centinaio di persone sono state fermate. Uno scenario simile a quello madrileno. Contemporaneamente la troika è divisa sulla procedura di azione: l’UE ancora una volta preferisce lasciare del tempo al governo greco per l’applicazione delle misure necessarie. Il FMI spinge invece verso la ristrutturazione del debito.

Poliziotti greci durante gli scontri

Mentre spiragli di luce sembrano ancora nascosti, appare piuttosto di ritrovarsi in una situazione di impasse, dove le manifestazioni e l’incapacità di rispondere si ripetono di mese in mese, se non di settimana in settimana. Intanto davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il premier Monti avvisa che l’Euro è fondamentale nonostante questa sia la crisi più grave per l’UE; mentre gli avvenimenti di Madrid e Atene sono sintomatici di una situazione non più sopportabile per greci e spagnoli, che mette alle strette l’Eurozona.

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