Pubblicato il: mer, set 26th, 2012

L’Aquila prima e dopo, inaugurata ieri la mostra di Gardin

di Alessandro Cucci

Il fotografo Gianni Berengo Gardin

Dopo 11 anni di assenza, il fotografo italiano Gianni Berengo Gardin torna a fare una mostra a Roma (era il 2001 l’ultima volta che espose le sue fotografie al pubblico romano), precisamente al Museo di Roma in Trastevere. La mostra, inaugurata ieri, ha titolo “L’Aquila prima e dopo”, proposta all’interno del festival FotoLeggendo, e consiste in 64 immagini in bianco e nero dove il fotografo illustra la città abruzzeze sia prima che dopo il sisma che l’ha scossa il 6 aprile 2009.

Gianni Berengo Gardin è uno tra i più noti fotografi italiani, ha lavorato come fotoreporter per diversi giornali, tra cui Il Mondo,Domus, Epoca, Le Figaro, L’Espresso, Time, Stern. Gardinha esposto le sue opere in Italia e nel mondo, dal Moma di NY alla Bibliothèque Nationale di Parigi, ed è stato insignito del «World Press Photo» nel 1963 e del «Leica Oskar Barnack Award» nel 1995.

La mostra che ha inaugurato ieri narra il suo rapporto con la città abruzzese, rapporto cominciato 16 anni fa quando aveva fotografato la gente e l’architettura. Ora, a tre anni dal sisma, torna per testimoniare lo stato in cui L’Aquila è ancora ridotta, una città ferita, dove le strade un tempo ricche di gente sono ora deserte e ricche soltanto delle travi delle impalcature. Tante sono le foto in doppia versione, quella del pre e quella del post, quello che c’era ieri e quello che ne rimane oggi; Gardin ne documenta la storia e le condizioni in cui versa oggi, con un confronto diretto, duro, ma anche inevitabile.

Una fotografia presente alla mostra

«La cosa più impressionante – racconta il fotografo – è il silenzio che c’è per le strade. Non passa nessuno; non c’è nessuno. Non ci sono i bambini che giocano, le donne che fanno la spesa, la gente che va in ufficio. C’erano solo quattro cani abbandonati che giravano. E io, che sono abbastanza vecchio, ricordo a Roma com’era San Lorenzo dopo il bombardamento degli americani. Avevo 14 anni ed era la stessa cosa. I cani randagi che giravano abbandonati per la città, le case puntellate e questo silenzio di morte».

La mostra sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20 presso il Museo di Roma in Trastevere (www.museodiromaintrastevere.it). Catalogo edito da Contrasto e One Group.

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