Caso Cucchi, la seconda lesione sul corpo di Stefano è la chiave di volta dell’inchiesta
di Francesco Pirillo
Il caso di Stefano Cucchi è probabilmente a una svolta. La presenza di una seconda frattura sul corpo di Stefano aumenterebbe la probabilità di un colpo inferto al giovane ragazzo romano mentre si trovava nelle mani del corpo dei carabinieri, degli agenti di polizia penitenziaria o dei medici del Sandro Pertini. Insomma, nelle mani dello Stato. La lesione si trova dalla parte opposta, nella zona della colonna L3, rispetto alla frattura datata 13 novembre 2003.
“A differenza di quella rilevata nel 2003 che era interna, questa non solo è più recente ma è esterna e quindi più che compatibile con il pestaggio. Una frattura da colpo diretto”, afferma l’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo. Anche per i superperiti nominati dalla III corte d’Assise si tratterebbe di un “trauma diretto e recente alla vertebra”. L’avvocato Diego Perugini, difensore di alcuni degli imputati, che nella vicenda sono sei medici, tre infermieri e tre agenti di polizia penitenziaria, ribatte così ad Anselmo: “non c’è una seconda lesione altrimenti sarebbe stata rilevata nelle decine di analisi che sono state fatte e sulla datazione dell’unica frattura certa non ci sono dubbi, risale al 2003”.
La difesa sostiene che è impossibile che ci siano stati degli errori o addirittura che i medici che dal 2009 intervengono nella vicenda abbiano peccato di negligenza. Ma, a quanto pare, il pm sembra dar ragione all’ipotesi dell’accusa che intende andare fino in fondo e chiudere definitivamente la questione. “Mi sento di dover ringraziare il pm per aver disposto queste ulteriori ricerche, ora finalmente siamo in grado di ricostruire la situazione” afferma Ilaria Cucchi, che non si è data mai per vinta in questi 3 anni.
Le radiografie sono state trovate negli archivi dell’ospedale di Marino, piccolo paese alle porte di Roma, e evidenziano chiaramente la seconda lesione. Ormai è un dato certo che il colpo inferto al Cucchi è stato apportato con violenza e nei giorni prima del suo decesso. Che sia il faro che farà luce sulla vicenda lo sperano i conoscenti e la famiglia Cucchi. Intanto, l’esito della superperizia, che doveva essere consegnato il 19 settembre, è posticipato al mese di dicembre, si auspica.












