Porto Marghera diventa «verde»: il green diesel in produzione dal 2013
di Mike Becho
Per tutti gli Italiani, ma soprattutto per i Veneti, Porto Marghera ha da sempre rappresentato l’apice dell’inquinamento terrestre e marino del Veneto. Forse il futuro ci fornirà un altra concezione di questa frazione di Venezia, una visione sicuramente meno inquinante.
Eni, colosso petrolifero detentore del sito, ha deciso di puntare su Marghera per la produzione di un nuovo tipo di carburante, il green diesel che contribuirà in pochi anni a coprire metà del fabbisogno di gasolio Italiano Eni.
Basta andare su google per comprendere la portata innovativa di questo nuovo carburante: prodotto ormai da numerose aziende petrolifere, il green diesel può essere ottenuto dall’olio di palma o da altri oli vegetali tramite una lavorazione che prevede la spremitura dei semi «oleaginosi» di queste piante, la successiva miscelazione di quest’olio con un alcool, il metanolo, che permette la trasformazione delle particelle vegetali dell’olio in particelle più semplici e simili a quelle del diesel.
La produzione di questo nuovo carburante avverrà tramite idrogeno, riducendo così le emissioni nocive dello stabilimento di Porto Marghera del 30-40% e le emissioni nocive del carburante stesso. L’Eni dovrebbe portare i bilanci dello stabilimento veneziano, attualmente in perdita per 230 milioni di euro in tre anni, al pareggio e successivamente in crescita.
L’impiego di olio di palma, che verrà prodotto in una sezione dello stabilimento, sarà probabilmente la spinta iniziale e determinante per l’intero progetto, che cercherà poi di introdurre altri oli vegetali ottenuti da coltivazioni di piante non destinate al settore alimentare. Si prospetta quindi l’uso alternativo di biomasse, di alghe e soprattutto di oli esausti .
Il green diesel è un piccolo passo del futuro «verde» di Porto Marghera, che già da qualche anno si sta concentrando su uno sviluppo sostenibile sia per l’amiente che per il lavoro nella zona.
La strada presa da Eni a Marghera potrebbe essere d’esempio per molte altre realtà produttive italiane : trascurando il fattore economico, l’utilizzo, la produzione di energia pulita e la «green economy» sono alla base dell’idea di produzione in molti paesi europei e potrà divenire cardine della ripartenza economica, laddove sembra non vi siano sbocchi occupazionali. Evitare che si ripetano casi come quello Ilva deve essere una priorità, è possibile lavorare non inquinando, bisogna investire.












