Nord-est spreco zero: 100 sindaci contro lo spreco del cibo
di Nicole Colombi
Un terzo del cibo che viene prodotto nel mondo va sprecato. È dalla volontà di azzerare questo dato agghiacciante che nasce la prima campagna di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare.
Il 19 gennaio 2012 il Parlamento Europeo firma la “Risoluzione Europea contro lo Spreco alimentare: strategia per migliorare l’efficienza della catena alimentare nell’Ue” e solo pochi mesi dopo cento sindaci provenienti dal’area del nord- est e dall’Euroregione ideano l’iniziativa “Nord-est spreco zero” che ha come obiettivo l’applicazione delle regole dettate dalla carta sul loro territorio. A “capitanare” l’iniziativa è il sindaco della città di Trieste Roberto Cosolini, affiancato dai governatori della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo e della Regione Veneto Luca Zaia. L’obiettivo è ambizioso: combattere lo spreco ottimizzando il consumo e la ridistribuzione del cibo, dell’energia e dei rifiuti.
Il 29 settembre si andrà al via pratico e gli amministratori friulani e veneti sottoscriveranno il decalogo nell’ambito di Triestenext , il Salone Europeo dell’Innovazione e della Ricerca Scientifica. Il tutto avverrà in un giorno emblematico: la prima Giornata Contro lo Spreco promossa da Last Minute Market, lo spin-off nato dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. Andrea Segrè, il docente di Politica Agraria Internazionale e Comparata che da molti anni si occupa del tema dello spreco con l’obiettivo di sensibilizzare, attraverso l’informazione, l’intera popolazione, ci fornisce dei dati che fanno rabbrividire. Lo spreco avviene in ogni segmento della produzione e si conclude sulle nostre tavole. Secondo la FAO se si riuscisse a recuperare il cibo che finisce, senza motivo, nelle discariche si potrebbe sfamare l’intera popolazione dell’Africa sub-sahariana.
Il testo del documento è semplice: dieci buone regole che ridurrebbero lo spreco e ognuno ha il suo compito. Le amministrazioni dovranno sostenere le organizzazioni, pubbliche e private, che recuperano, sul territorio del nord-est , i prodotti scartati e invenduti lungo la catena produttiva per ridistribuirli poi, a titolo, ovviamente, gratuito, ai cittadini al di sotto del reddito minimo. Dovranno modificare la regolamentazione sugli appalti pubblici, per i servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, conferendo una via preferenziale alle imprese che garantiscono la ridistribuzione gratuita, a vantaggio dei cittadini meno abbienti, che promuovono azioni contro lo spreco e l’utilizzo di prodotti locali. Infine, sarà ancora compito delle amministrazioni, istruire i cittadini e renderli consapevoli riguardo gli sprechi di cibo, acqua ed energia. I cittadini dovranno apprendere e mettere in pratica.
«Le nostre azioni, anche se piccole, possono veramente portare a un mondo nuovo» sostiene l’agroeconomista Andrea Segrè e il nord- est spera davvero in un mondo nuovo, grazie alla buona educazione dei cittadini.










