Foxcomm di Taiyuan, una rissa coinvolge duemila operai
di Anna Chiara Sardella
Probabilmente se non ci fossero stati milioni di schiavi a portare gli enormi blocchi di pietra che servivano per erigere le maestose piramidi, oggi non avremmo potuto ammirare quell’infinito spettacolo in mezzo al deserto. Allo stesso modo i faraoni del business tecnologico si servono degli straordinari obbligatori per alimentare il mercato degli iphone. Il compelle intrare della celeberrima Foxxconn situata nella città cinese di Taiyuan, e dentro la quale è un privilegio essere assunti, dimostrò questa estate che i suoi imperativi commerciali erano al di sopra invece del malessere che strisciava tra i suoi operai, così stese delle reti al di fuori della fabbrica proprio sotto i finestroni per impedire che i suicidi che avvenivano al suo interno facessero ancora una volta il giro di tutto il mondo.
Il nuovo iPhone 5 nasce proprio sotto la protesta di duemila operai che dalla sera del 23 settembre hanno manifestato all’interno della fabbrica contro le pessime condizioni di lavoro. Per quello che trapela in queste ore, si è detto che la protesta è nata dopo che un poliziotto ha colpito un operaio che probabilmente si stava lamentando contro gli obblighi di straordinario. Stamane invece la Foxconn ha dichiarato che la fabbrica rimarrà chiusa per un giorno poiché la sera prima è scoppiata una rissa tra gruppi rivali di dipendenti presso i dormitori. La grande firma cinese impiega 1,3 milioni di persone in tutto il mondo in impianti dislocati, assemblando per Nokia, Sony e Apple.











