Pubblicato il: dom, set 23rd, 2012

La valanga sull’Himalaya: muore scalatore Italiano

di Mike Becho

Lo scalatore deceduto, Alberto Magliano

Sosteneva l’idea del famoso alpinista George Mallory, Alberto Magliano, credeva infatti che scalare le cime dell’Himalaya fosse un dovere per l’alpinista stesso, un dovere che veniva svolto perchè trovandosi in quel luogo ci si sentiva quasi «in dovere» di raggiungere quell’obbiettivo. Questa volta però l’obbiettivo Magliano non l’ha raggiunto, a causa di una valanga che gli ha tolto la vita.

Nato il 24 Novembre del 1945 a Trieste, Alberto Magliano, nonostante una vita di intensi studi, non aveva mai trascurato la montagna, sua passione, tanto da avere addirittura una residenza montana sulle Alpi Retiche, a Chiesa Valmarano. È stato il primo alpinista non professionista a scalare le sette cime dell’Hymalaya.

Dal 1998 iniziò con le scalate, con la conquista dell’Accongaua fino alla conquista al terzo tentativo dell’Himalaya. Nonostante le sue numerose imprese, egli si riteneva uno scalatore alla conquista dell’inutile, poiché per Magliano la scalata non aveva scopo, era vuota, e l’unica compensazione di questo vuoto era data dalla fatica della scalata stessa.

«Seven summit» nome del suo sito web, rappresentava l’essenza della sua vita fatta per le montagne e per le famose sette cime, che come Mallory predicava per lo scalatore diventavano una malattia, quasi un ossessione. Forse è proprio questa ossessione che si è portata via Magliano, facendolo divenire parte della sua stessa passione, e risparmiando fortunatamente altri scalatori Italiani e tedeschi, tra cui Silvio Mondinelli e Marco Confortola.

La montagna lo voleva e lui voleva la montagna. Il fato ha voluto che Alberto venisse stretto in un abbraccio mortale dalla sua passione di vita, per sempre.

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