Pubblicato il: ven, set 21st, 2012

I tre (giovani) moschettieri in campo per risparmiare a Pier la rottamazione

di Stefano L. Alberti

Pier Luigi Bersani

Bersani è al momento in una situazione particolarissima, perché l’arena delle Primarie si sta allargando sempre di più, e non mancano gli attacchi dalla destra e dalla sinistra del Partito.

Così descrive la situazione: “Nonostante abbia chiesto la deroga per fare le primarie aperte, resta il fatto che resto il segretario del Pd ed ho doveri verso il Pd che ha doveri verso l’Italia. Per questo, durante le primarie, sarò molto impegnato a fare il segretario, può darsi che combatterò con le mani legate ma credo che sia giusto”.

Entrano in scena tre giovani per aiutarlo nella battaglia: Alessandra Moretti, trentanovenne già vicesindaco di Vicenza, Tommaso Giuntella, ventottenne consigliere municipale a Roma e Roberto Speranza, trentatreenne già segretario regionale in Basilicata.

Essi coordineranno il comitato del Segretario: sufficientemente giovani per attrarre i renziani, sufficientemente esperti per non essere sospettabili. Il fine è coordinare e promuovere i comitati in tutta Italia, organizzare i volontari, gestire fondi e comunicazione.

Dalle parole di Bersani: “Sono capaci e esperti, perfettamente in grado di guidare una macchina complessa”.

Il coordinatore del comitato sarà Speranza, dottore in scienze politiche e, logicamente, sin da giovane impegnato in politica, poi presidente della Sinistra Giovanile, indi assessore a Potenza, la sua città, infine poi segretario regionale.

Alessandra Moretti, portavoce, è avvocato, assessore all’istruzione a Vicenza e ivi vicesindaco.

Il più giovane è  Giuntella, consigliere municipale romano e regista, cui è stato demandato l’incarico di rafforzare i rapporti fra società civile e partito.

Questi i suoi propositi: “Ho idee per stare sulla rete, che non è un mezzo ma io considero un ambiente di dialogo”.

Così prosegue Bersani: “Siamo in un momento di caos creativo ma non mi risulta che ci siano danni. Il mio comitato non promuoverà un coro di fans ma una squadra di protagonisti disposti a combattere la destra e i populisti e a costruire un’opzione riformista per il Governo. Per me le primarie servono a parlare di Italia e non per altri scopi. È inconcepibile che, mentre si discute di riforma elettorale, su cui confermo l’impegno per fare una legge che garantisca governabilità, non si parli di un aspetto irrinunciabile: la parità di genere. E’ inaccettabile la sottorappresentazione delle donne nei luoghi della politica e io non accetterò una riforma che non prevede la parità di genere. La governabilità dell’Italia in tempi molto difficili passa solo da un collettivo. Chi racconta che è in grado da solo di risolvere i problemi mente. Al prossimo giro si governa in compagnia, c’è un direttore di orchestra ma c’è anche un collettivo.”

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