La ginnastica di Vinicio Capossela: Rebetiko Gymnastas
di Alessia Arnesano
Dopo aver navigato per i sette mari con l’album Marinai, Profeti e Balene del 2011, Vinicio Capossela, novello Ulisse, approda in Grecia, rendendo omaggio a una terra martoriata dallo spread.
L’album è una chicca dietro l’altra. La copertina è del disegnatore francese David Prudhomme (http://davidprudhomme.blogspot.it/) autore del fumetto Rebetiko (appunto). All’interno del cd si trovano le traduzioni italiane dei testi e reali esercizi di ginnastica per gli ascoltatori più sportivi.
Tutto ha origine in Grecia dove nasce il Rebetiko, genere musicale diffusosi dapprima ad Atene e Salonicco, intorno al 1920. Questa musica canta il malessere sociale, la povertà, l’amore non corrisposto, la prigionia, le risse e l’hashish, simbolo di gioia e sfida all’autorità.
Ad accompagnare Vinicio ci sono musicisti greci come Ntinos Chatziiordanou alla fisarmonica, Vassilis Massalas con il baglamas, strumento musicale greco di piccole dimensioni che vediamo ritratto nella copertina dell’album. Questo strumento era un elemento tipico dei Rebetes, greci di origine turca per i quali il Rebetiko oltre ad essere musica divenne uno stile di vita e di ’estetica: vestiti ampi e logori, la giacca rigorosamente poggiata sulla spalla sinistra, capelli e baffi lunghi, atteggiamento spavaldo da outsider. Gli altri musicisti sono Mauro Pagani, Marc Ribot e Ricardo Pereira, con Socratis Ganiaris alle percussioni e Manolis Pappos, gran maestro del bouzuki, altro strumento musicale simile al baglamas ma di dimensioni maggiori.
L’album si compone di 4 inediti, 8 brani presi dal repertorio di Vinicio e “remixati” in chiave Rebetiko per l’occasione, più una ghost-track. Ad aprire le danze è Rebetiko Mou, cantata in italiano ma dalla cadenza tipicamente greca con quell’incedere ritmato che cresce lentamente. La russa Gymnastika era invece già presente in Solo Show Alive. Si prosegue con il gioiellino dell’album Misirlou, storica canzone greca di origine antica che significa “donna egiziana”, della quale il musicista è innamorato . Riproposta da svariati musicisti e giunta all’apice del successo con Pulp Fiction, ritrova con Vinicio Capossela la sua veste più sincera e genuina.
Contrada Chiavicone, Con una rosa, Non è l’amore che va via , già amatissime dal pubblico, si vestono di suoni ellenici. Contratto per karelias aveva anche in precedenza una base rebetiko che qui viene leggermente smorzata.
Si continua con la malinconia di Corre il soldato, Morna e Signora Luna che ricorda certi suoni western alla Dead Man di Neil Young. Si chiude con Scivola vai via e la ghost track, incredibile fine di un viaggio in Grecia che non ne celebra i suoni in maniera paternalistica ma si cala in essi con passione e rispetto.












