Francia: libertà satirica, ma Al Qaeda minaccia
di Leonardi Sartori
Le tensioni scoppiate tra mondo occidentale e comunità musulmane di tutto il mondo riportano ad una questione che si pone alla base dello scontro culturale-religioso scaturito da un video satirico nei confronti di Maometto. La domanda fatidica è: dove la libertà di espressione trova i suoi limiti?
Tutte le Costituzioni moderne dei paesi democratici garantiscono questa libertà fondamentale, e non solo. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo insieme alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali tutelano i cittadini.
Nel caso specifico del video rappresentante Maometto interagiscono tra di loro diverse libertà e diritti che vanno in contraddizione tra loro: libertà d’espressione, d’arte (che racchiude in sé la satira), ma in questo caso anche il sentimento religioso, tutelato dalla libertà di religione.
La Francia, di fronte a questa questione, si è imposta sulla base dei principi democratici: la libertà di espressione, e con questa anche la satirica e correlate, è da sempre garantita in un paese democratico come la Francia; chi sente i suoi diritti violati ha la possibilità di rivolgersi ai tribunali, garanti della giustizia. Sono questi i concetti ribaditi dal primo ministro francese Jean-Marc Ayrault, come reazione alle vignette pubblicate mercoledì dal giornale Charlie Hebdo. Senza dubbio il giornale francese ha scelto il momento meno opportuno per tali pubblicazioni e poca sensibilità in un momento estremamente delicato, ma comunque il governo francese dimostra fermezza democratica. Inoltre, riceve supporto da Dalil Boubakeur, rettore della Grande Moschea di Parigi, che ha invitato alla calma, nonostante le pubblicazioni. Non solo, il premier ha anche deciso che verrà vietata la manifestazione contro il video anti-islam, per non far entrare una questione americana in territorio francese.
Sulla questione Charlie Hebdo si esprime anche la Lega Araba attraverso il suo segretario Nabil el Araby. Da una parte denuncia l’irresponsabilità del giornale, che provoca e fomenta l’odio, dall’altra invece chiama alla calma e a manifestazioni solo pacifiche.
Critiche di irresponsabilità arrivano anche dalla Casa Bianca, aggiungendo tuttavia che nessuna forma di violenza è giustificata.
A fine giornata aumentano le critiche e una denuncia contro il giornale per incitazione all’odio, secondo quanti affermato da fonti giudiziarie, ma Charlie Hebdo non si lascia intimidire.
Parigi si è resa conto dei rischi a cui va incontro e per motivi di sicurezza venerdì, giorno festivo dell’islam, le scuole francesi ambasciate e consolati rimarranno chiusi in 20 paesi islamici. Al Qaeda però non perde l’occasione, e minaccia l’uccisione di 2 ostaggi francesi nel Mali, aumentando così la preoccupazione del Ministero degli Esteri francese e di una nazione intera.













