A Roma è stata eletta Miss Filippine 2012, un momento di aggregazione di una delle più grandi comunità migranti della Capitale
Raccontiamo un evento che seppure avvenuto il 9 settembre, non ha avuto molta rilevanza per i media nazionali. E’ importante scriverne per la funzione che ha avuto.
di Stefano Romano
Domenica 9 Settembre, presso il Teatro Viganò a Roma, la comunità filippina ha eletto la sua Miss, ovvero la Binibining Pilipinas Italy 2012: Pamela “Pam” Marie Cotugno, 17 anni da Napoli.
Giunta all’ottava Edizione, l’evento ha raccolto moltissimi filippini arrivati da ogni parte dell’Italia per seguire la competizione tra le undici ragazze. Chi da Bari, da Arezzo, da Catania, da Livorno, da Napoli, da Palermo, da Salerno e ovviamente da Roma.
L’evento è stato ben presentato con verve dal Fondatore di FATE (Filipino Association of Talents in Europe) Armand Curameng, insieme a Jessielie Mejia e Gerlie Deita, e ha visto la partecipazione di moltissimi sponsor. Tra la miriade di associazioni e partner filippini, ricordiamo: il Guardians Marilag Group, la Filipino Community of Arezzo, il Power Rome, l’UGBII Big Brother, il GPII-Knights, la Termini Association of Filipinos, la Forever Living e il giornale Ako Ay Pilipino, e molti altri ancora, ognuno dei quali ha consegnato qualche riconoscimento alle ragazze. L’evento è stato coperto fotograficamente dal PPCR, il Gruppo di Fotografi Filippini di Roma.
Le ragazze, scelte da giudici italiani e filippini, si sono alternate in diverse competizioni:
Cocktail Dress Competition, Talent Competition, Filipiniana Competition e Swimsuit Competiton. Molto bella è stata la Filipiniana Competition, ossia la sfilata di abiti tradizionali delle diverse regioni delle Filippine.
L’Ambasciata delle Filippine è stata rappresentata dal Third Secretary e Vice Console Mr. Atty. Jarie R. Osias, che ha letto il messaggio dell’Ambasciatore assente perché impegnato alla Mostra del Cinema di Venezia per la presentazione di un importante film di un regista filippino.
L’evento è stato un grande successo e, nonostante la non centralità del teatro, il pubblico ha riempito ogni posto a sedere ed in piedi. Non va dimenticato che eventi del genere sono, in primo luogo, un momento di aggregazione della comunità che vive da noi. La platea, che è arrivata dalle diverse regioni dell’Italia, ha assistito ad esibizioni canore e di danza, tutte riguardanti la cultura filippina. La sfilata con gli abiti tradizionali, per il suo valore nostalgico e simbolico, è stato il momento più apprezzato della serata.
Se proprio si volesse muovere qualche appunto, ma che non intacca assolutamente il successo della manifestazione, c’è da dire che la presenza degli italiani si contava con le dita di una mano, ed è un peccato.
E’ il momento per le comunità asiatiche di liberarsi una volta per tutte dalla sudditanza psicologica verso l’Occidente. A rappresentare la bellezza filippina deve essere un volto che la rappresenti completamente, senza nutrire nessun complesso d’inferiorità, perché nessun popolo è superiore a nessun altro.













