Pubblicato il: mar, set 18th, 2012

NY: gli indignati “festeggiano” l’anniversario di Occupy Wall Street tra scontri e arresti

di Claudia Parmiggiani

Ieri gli indignati di Occupy hanno celebrato il primo anno trascorso dall’inizio delle proteste contro il mondo della finanza, un anniversario senza dubbio molto movimentato. Ai tradizionali slogan come “siamo il 99%” e “New York appartiene ai newyorkesi” si è aggiunto l’urlo “happy birthday OWS” e qualche centinaio di attivisti si sono riuniti nel quartiere finanziario della città con l’intenzione di impedire o quantomeno rallentare l’accesso alla sede del New York Stock Exchange (Nyse).

Il gruppo era partito da Washington Square Park e poi, passando per Broadway, sono arrivati fino a Zuccotti Park, luogo che già un anno fa era stato prescelto come quartier generale del movimento nonché come luogo di nascita del gruppo. I manifestanti avevano poi continuato la marcia dividendosi in quattro sottogruppi per disorientare le forze dell’ordine, per poter procedere più efficacemente e per poi ricongiungersi intorno al New York Stock Exchange. L’obiettivo originario, una “disobbedienza civile non violenta”, ha comunque sortito caos e tafferugli nelle vie intorno alla Borsa e il sit in di ieri mattina, com’era prevedibile che fosse, è sfociato in almeno una decina di arresti da parte della polizia, principalmente per disturbo alla quiete pubblica. Insomma nonostante l’intento pacifico della protesta i dimostranti si sono trovati davanti la dura opposizione degli agenti che attraverso un cordone cercavano di bloccare e contenere l’accesso alle vie intorno al Nyse e al toro di Wall Street, simbolo del tempio della finanza statunitense. Entrambe le parti, agenti e manifestanti, si sono premurati di filmare gli scontri in vista di eventuali processi per abuso di potere da parte della polizia, accusa che era stata mossa l’anno scorso dagli indignati in occasione delle prime proteste.

Torna dunque a far parlare di sé il movimento che condanna a gran voce la concentrazione ineguale delle ricchezze nelle mani di pochi, l’egemonia del mondo delle banche e degli “squali” della finanza. Forte delle esperienze precedenti e con un rinnovato spirito organizzativo, nonostante i concreti ostacoli, OWS pare aver ritrovato un nuovo slancio vitale e sembra avere ancora qualcosa da dire.

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