Pubblicato il: lun, set 17th, 2012

Un film che infiamma l’Islam e l’Occidente in un mondo globalizzato, tra libertà di espressione ed election day

di Anna Chiara Sardella

Fotogramma del film in questione

Continuano le proteste del mondo islamico verso il film prodotto negli Stati Uniti “L’innocenza dei musulmani” già diffuso a fine giugno (innocence of muslims, 2012). Questa mattina 17 settembre sono scese in piazza a Kabul oltre mille persone. La polizia afgana afferma che durante le proteste alcune macchine parcheggiate in un’arteria importante della capitale sono state date alle fiamme dalla folla. Sulla strada sono presenti basi Nato e americane.

Quasi una settimana prima del trascorrere del dodicesimo 11 settembre, scoppiava come una miccia l’indignazione del mondo musulmano in difesa del profeta Maometto, provocando proteste e attentati delle parti “calde” dell’africa tra le quali Egitto, Libia, Sudan e Senegal. Il film è stato definito denigratorio dall’Organizzazione della Cooperazione Islamica che ha chiesto alle autorità americane e israeliane di “far ragionare i loro cittadini”, riferendosi probabilmente agli autori del film e quindi al regista israeliano Nakoula Basseley Nakoula. Questo pezzo di trenta minuti, tuttora on line su you tube, ha lasciato ripercussioni anche sulle elezioni americane, oramai a due mesi dagli scrutini presidenziali. Obama ha seguito il  saggio principio della in medio stat virtus non potendo fare altro, condannando fermamente l’eccesso espresso dal video e ammettendo un certo grado di offensività verso la religione musulmana, ma ribadendo la forza collante del primo emendamento che stabilisce e tutela la “libertà di espressione”.

Mentre il mondo arabo si infiamma, il regista Nakoula, un 55enne residente in California, è stato interrogato dalla polizia per trenta minuti e poi rilasciato. Una prassi tutta americana: lo stesso Nakoula nel 2010 aveva trascorso un mese in prigione per frode bancaria ed è attualmente in libertà condizionata. Il rilascio ha seminato ulteriore indignazione.

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