Pubblicato il: lun, set 17th, 2012

Omicidio Lignano: confessa una giovane ragazza cubana. Si cerca il complice

di Stefania Manservigi

Giovane ragazza cubana, arrestata per l’omicidio di Lignano

Il giallo di Lignano che ha tenuto banco nell’ultimo mese, sembra essere arrivato alla sua conclusione. Il misterioso assassino che lo scorso 19 agosto ha freddato i due anziani coniugi nel garage – lavanderia della loro casa, tagliando loro la gola, sembrerebbe ora essere stato individuato: si tratterebbe infatti di una giovane ragazza cubana di 21 anni che, dopo essere stata sottoposta a sei ore di interrogatorio, avrebbe confermato il duplice omicidio.

La donna è stata individuata grazie alle indagini effettuate dai carabinieri dell’Arma territoriale, quelli del Ros e dello speciale reparto Crimini Violenti. I carabinieri, infatti, sono riusciti a fermare la donna in fuga nel salernitano e stanno continuando l’operazione nel tentativo di rintracciare il ventiquattrenne fratello della stessa, Laborde Reiver Rico, ritenuto essere il complice dell’omicidio.

Ad incastrare i due giovani sarebbero state alcune intercettazioni telefoniche e il DNA. Per ora l’ipotesi resta quella di una rapina finita tragicamente, a causa del riconoscimento da parte delle due vittime degli aggressori. Sembrerebbe infatti che la giovane sudamericana lavorasse come commessa in un negozio vicino a quello dei coniugi.

A ringraziare il lavoro svolto dalle forze dell’ordine è Michele, figlio di Rosetta Sostero (66 anni) e Paolo Burgato (69) e colui che per primo aveva ritrovato il cadavere dei genitori, facendo scattare l’allarme.

Soddisfatta per la rapidità e l’efficienza dell’indagine si è detta anche Anna Maria Cancellieri, Ministro dell’Interno. Il Ministro, giunto in Prefettura a Trieste per firmare alcuni protocolli, ha così affermato: “E’ una svolta e devo dire che i carabinieri sono stati straordinari, hanno condotto un’indagine molto difficile e complessa ma sono arrivati a un risultato. Quindi possiamo essere molto soddisfatti e complimentarci per la loro professionalità”.

Una foto delle vittime

Si chiude così l’ennesimo giallo portato alla ribalta delle cronache nell’ultimo periodo, uno dei più brutali e di difficile risoluzione. Diverse erano state infatti le ipotesi vagliate per la particolarità delle circostanze. A insospettire gli inquirenti era stata innanzitutto la grande somma di denaro trovata nella casa delle vittime, perlopiù somme in lire non cambiate e quindi ormai prive di valore. Anche la brutalità dell’esecuzione, preceduta da ore di sevizie e torture, faceva presagire a qualcosa di più di un semplice tentativo di rapina.

Per ora comunque gli addetti ai lavori non si sbilanciano, e avvalorano l’ipotesi classica. Nei prossimi giorni, c’è da giurarci, se ne saprà sicuramente di più.

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