Pubblicato il: sab, set 15th, 2012

Padova Vintage Festival 2012, ritorno al futuro

di Matteo Molon

Tra uno spruzzo gelido e mattutino d’autunno e un cappuccino, e un altro di sole e pizza all’ora di pranzo, la miglior soluzione per scrollarsi di dosso lo stress di una mattina d’esame è quella di andare al Padova Vintage Festival. Anche quest’anno il Festival è presente nell’Agorà del Centro Congressi San Gaetano, l’ex-tribunale cinquecentesco a metà di Via Altinate, un percorso che già di per se introduce nel passato, nel fascino che unicamente Padova sa regalare a passeggio per le stradine storiche del Centro. Tre giorni, 14-15-16 settembre, cuciti sull’amore per l’arte di quel che fu.

Una cornice che immerge completamente il visitatore in un susseguirsi di oggetti provenienti dagli anni ’20 fino ai ’70, immaginari retrò che sanno cogliere l’interesse sia delle persone che ne hanno fatto uno stile di vita, e sia di chi ne è semplicemente attratto o incuriosito. Un ottimo evento per “prendere mano” con una moda esplosa negli ultimi anni e in continua crescita, dettata forse da un inizio di millennio ancora senza figure di riferimento inedite, precise, autentiche e riconoscibili. Diversamente da ciò che accadde negli anni ’40 e ’50: basti pensare all’American Graffiti di Spielberg.

La testimonianza dell’esplosione della passione per il vintage è il successo planetario dell’applicazione per smartphone “Instagram”, programma che consente di modificare le foto tramite filtri donanti quel colore sbiadito tipico delle macchine fotografiche Kodak a stampa istantanea. Nelle foto condivise in giro per il web spesso e volentieri i soggetti sono occhiali, vestiti, accessori, vinili, orecchini, stampe retrò, che qui al Festival tornano a vivere acquistabili dagli espositori, in un vero e proprio “ritorno al futuro”. Si torna al passato per farlo rivivere oggi: elegante, fine, radioso e immutato.

Il Padova Vintage Festival diviene così un momento di condivisione di immagini e sentimenti, il quale nel calore dello stile passato, nell’estrema cura dei dettagli – particolare dei decenni di riferimento e oggi forse perso – trova il suo fulcro. Un’eccitante ed eccitata creatività che ben combacia riscontrandosi nella musica dell’epoca: jazz, rockabilly, R&B, rock ‘n roll. Lo stesso calore dei vinili e delle loro copertine di carta sgualcita. La sensazione è quella che si ha aprendo un numero di Rolling Stone Italia con le vecchie glorie del rock proposte in stile moderno.

Salendo le scale che portano al primo piano, quello che spunta sotto agli occhi è un tinteggio variopinto, messo assieme dai mille colori di vestiti e accessori stretti gli uni agli altri, una fibbia che si chiude sulla vita di un tubino nero, in aperto contrasto con la bianca sobrietà della struttura cinquecentesca e l’essenziale restaurazione apportata. L’esatto emblema dei nostri tempi, un passaggio storico di modernità, classicismo e vintage.

La forza di quest’evento, che di anno in anno gode di un pubblico sempre più numeroso, non si ferma dunque alla ricchezza di oggetti ammirabili ad occhi aperti. L’essere estasiati deriva dall’atmosfera che viene creandosi, nel giro di una manciata di secondi, giusto l’attimo per compiere il viaggio nel tempo.

Stile, classe, eleganza, fascino e caparbietà. Gli aggettivi per descrivere le tre giornate dedicate non solo a una moda, ma anche ad una passione, amplificata nel cuore dalla bellezza di Padova.

Osservando le persone accanto, il Vintage Festival è un continuo provarsi occhiali diversi tra il rosa e il nero per sentirsi, specchiandosi, un po’ Audrey Hepburn, in Colazione da Tiffany, nella scena in cui anch’ella è intenta ad ammirarsi nella vetrina del negozio facendo colazione. Gioiosa superficialità, vezzi per stare bene con se stessi. La proiezione che ogni persona ha di sé cambia di volta in volta, al variare della situazione in cui si trova, stimolata da forme, suoni, gusti, odori e profumi; andando più a fondo, si gioca con l’immaginazione e il “potrebbe essere possibile”. Quello che si sta sognando è connesso con il capo, i Rayban, il disco o il libro fra la mani. Il potere di creare quello che si vuole.

Uscendo dal Padova Vintage Festival 2012, vengono alla mente le parole di quella famosissima canzone dei Pink Floyd: “Remember when you were young, you shone like the sun. Shine on you crazy diamond.”, da Shine On You Crazy Diamond (Part One) / Album “Wish You Were Here” del ’75. Perché non conta l’età, ma lo stile. Indossatela e cantatela.

Maggiori informazioni:

http://www.vintagefestival.org/vintage/

http://www.facebook.com/PadovaVintageFestival

L’hashtag per seguire l’evento su Twitter: #padovavintage

https://twitter.com/i/#!/search/?q=%23padovavintage&src=hash

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