Operai Alcoa disposti a tutto: “Non abbiamo più niente da perdere”
di Sofia Baroni
Alcoa, (Aluminium Company Of America), statunitense, è una multinazionale dell’alluminio presente in ben 31 paesi con 61.000 dipendenti circa.
Infatti, Alcoa presenta anche due stabilimenti in Italia:
- Fusina, provincia di Venezia, prodotti laminati.
- Portovesme, sud-est della Sardegna (800 impiegati circa), che fornisce alluminio primario
Quest’ultima, lo stabilimento Alcoa di Portovesme, è in queste settimane sotto i riflettori di una cronoca sempre più accesa.
Dal 9 Gennaio 2012 Alcoa, a causa di un piano di ristrutturazione globale dell’azienda e per i costi troppo elevati di quest’ultima, ha annunciato la chiusura di tre impianti prevista il giorno 31 Dicembre 2012.
Tre impianti di produzione di alluminio primario in Europa, considerati quelli con i costi più elevati:
- Portovesme, Italia
- Coruña, Spagna
- Avilés, Spagna
Si stima che in 15 anni Alcoa sia costata agli italiani 3 miliardi di euro e ora 600 famiglie, lasciate per strada senza nessuna sicurezza di sopravvivenza.
Accesi sono stati i dibatti e le proteste degli operai che gridano “Vergogna” e diritto al lavoro. Giusto pochi giorni fa, nel giorno 10 Settembre, si è tenuto a Roma un corteo di oltre 550 lavoratori che rivendicano i lori diritti per le strade di Via Molise, accanto al ministero dello sviluppo economico, dove si teneva in corso il vertice sulla vertenza Alcoa, con l’annuncio in mattinata di proseguire le procedure di chiusura degli impianti prevista per la fine dell’anno.
Insulti volati anche per il responsabile economico del PD, Fassina, che durante un’intervista, le forze dell’ordine hanno dovuto portare via per il clima teso che non ha risparmiato sputi vaganti dalla folla in collera.
Altro evento da ricordare, tenuto il giorno 11 Settembre, è stata l’occupazione della nave Sharden da parte di 350 lavoratori di Alcoa, che li avrebbe dovuti portare da Roma a Olbia, dopo la manifestazione del 10, occupazione pacifica, durata due ore e abbandonata dopo le nove. L’unico gesto di protesta è stato il lancio di qualche petardo nel Piazzale del porto di Olbia, Isola Bianca, ma nessuna tensione rilevante che potesse spingere gli operai a gesti più critici.
Nello stesso giorno, tre operai salgono su un silos alto 70 metri, che faceva parte dell’impianto di Portovesme, durante l’assemblea dei lavoratori conclusa in prima mattinata. Di questi tre operai, due hanno situazioni di salute particolarmente rilevanti, uno cardiopatico e l’altro soffre di vertigini: è un gesto estremo che evidenzia la disperazione di questi operai e la speranza di una soluzione.
Il giorno 12 Settembre, si è tenuto l’incontro tecnico a Cagliari dei vertici di Glencore, la multinazionale Svizzera interessata all’acquisto dello stabilimento Alcoa di Portovesme, con il presidente della Sardegna, Cappellacci, ma non è l’unica multinazionale interessata. Anche la Klesch si è resa disponibile come possibile acquirente e per questo a giorni verrà reso possibile un incontro.
Oltre alle due multinazionali, sarà presente all’incontro una delegazione di operai che sarà ascoltata in Prefettura dal comitato regionale per l’ordine e la sicurezza e il presente sottosegretario all’interno, De Stefano.













