Pubblicato il: gio, set 13th, 2012

Grande mercoledì per l’UE, dall’ ESM alla Federazione di stati-nazione

di Leonardo Sartori

Gli otto giudici della Corte costituzionale tedesca

La giornata di ieri è da considerarsi intensa per i paesi europei e dell’Eurogruppo in particolare. La Corte Costituzionale tedesca ha finalmente espresso il suo verdetto circa il ESM (European Stability Mechanism) e il Fiscal Compact: favorevole. Gli 8 giudici di Karlsruhe hanno dato parere positivo al così detto, in gergo, fondo “Salva-Stati”, ponendo però un limite allo sforzo economico tedesco che non dovrà superare i 190 miliardi. I vertici di Bruxelles temevano che tale fondo potesse essere vincolato dal voto del Parlamento tedesco; questa ipotesi si è invece dissoluta, limitando il Bundestag al voto di un eventuale allargamento della somma fornita dalla Germania. Una notizia che fa respirare i mercati europei e allenta le tensioni tra le istituzioni europee e statali. Ma non calma le acque agitate dello scenario politico nazionale tedesco, che vede esponenti scettici dal CSU, partito della Merkel in versione bavarese, fino a Die Linke, che ha protestato davanti alla Corte Costituzionale tedesca.

Questo per quanto riguarda la sfera strettamente economica dell’Eurogruppo. Ma il 12 settembre è stata anche una giornata importante dal punto di vista politico per i paesi UE. Il presidente della Commissione Europea Barroso ha pronunciato il discorso dello Stato dell’Unione davanti alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, che ha accolto con applausi la decisione degli 8 giudici tedeschi. In questa occasione ha annunciato la necessità di riunire gli Stati Membri per adottare un ulteriore Trattato UE invitando i paesi membri all’elaborazione di un progetto di federazione di stati-nazione, per far fronte a problemi comuni; un accordo, sostiene Barroso, decisivo, “che non lasci dubbi sull’integrità dell’Unione […]”.

Barroso ha parlato di crisi di fiducia nelle istituzioni europee, che si traduce in una crisi politica, e quindi il presidente della Commissione chiama ad una soluzione altrettanto politica nel seno dell’Unione, rirompendo il quasi tabù di una federazione europea. Per quanto riguarda gli euroscettici avvisa che in un mondo globalizzato in cui viviamo oggi giorno, è necessaria più unità, più integrazione, e allo stesso momento più democrazia. Non si ricommetterà l’errore di “fare prima l’Italia e poi gli italiani”?

Barroso

Come Barroso, anche Monti e Van Rompuy si vedono preoccupati per i partiti populisti euroscettici, che ostacolano il percorso verso l’uscita dalla crisi e verso la (ri)costruzione di una Europa con basi solide. I due hanno proposto un vertice a Roma per dialogare, riflettere e trovare soluzioni a queste minacce anti-UE.

E ancora, ieri gli olandesi si sono recati alle urne, dopo una campagna elettorale all’insegna delle questioni europee e del populismo antieuropeista incorporato nel partito di estrema destra PVV (Partito per la Libertà) guidato da Geert Wilders. http://giornaleilreferendum.com/2012/04/26/venti-populisti-spaventano-bruxelles/

Dopo mesi e mesi di incertezze e mancanza di accordi, i tasselli della scena politica-economica europea sembrano muoversi verso una direzione, tutti in un solo momento in questo intenso mercoledì di settembre. Ora la parola agli elettori e, ingiustamente, al mercato.

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