Pubblicato il: gio, set 13th, 2012

Fnac a rischio chiusura, il terribile incubo di 600 lavoratori italiani

di Manuel Lai

Dipendenti Fnac in protesta

Portavano delle lunghe magliette bianche con una semplice scritta nera: “il lavoro per noi è un lusso”. Hanno sconvolto, lo scorso 6 settembre, la Vogue fashion’s night a Milano, ribadendo il loro diritto al lavoro e riportando agli onori delle cronache una situazione insostenibile che va avanti da quasi un anno. Il “fashion nightmare” raccontato in piazzetta San Carlo era quello dei dipendenti Fnac, la catena di megastore di libri, musica, film ed elettronica che conta più di 600 dipendenti in tutta Italia. L’azienda francese potrebbe chiudere entro l’anno tutte le 8 sedi italiane, per una poco chiara ristrutturazione con conseguente contenimento di spese e costi per via della crisi.

Fnac 2015 è la strategia lanciata dal colosso transalpino a gennaio in un comunicato ufficiale. Lo scorso anno il gruppo ha registrato un calo di vendite e prestazioni superiore al 5%. Un ricavo annuo decisamente inferiore alle aspettative che porterà al licenziamento di 510 persone, 300 solo in Francia. E se la nota diffusa dall’azienda parlava di una poco chiara razionalizzazione delle sedi estere, ancora nulla è chiaro sul fronte chiusure. “A otto mesi da quell’annuncio – spiegano i dipendenti di Fnac Italia – non abbiamo ricevuto alcuna informazione sulla nostra sorte e sulla sorte dell’azienda. Le reiterate richieste di chiarimenti e di informazioni non hanno sortito alcun effetto. Otto mesi sono passati nel silenzio, nell’incertezza e nell’attesa. Nel frattempo si avvicina la fine dell’anno e la prospettiva della chiusura si fa sempre più reale”.

I lavoratori temono di essere lasciati a casa da un momento all’altro e senza nessun tipo di preavviso. Tre mesi ancora per conoscere un futuro che appare nero e con poche speranze. Sembra infatti che la PPR, gruppo che detiene il marchio Fnac, voglia spostare i propri interessi verso il mercato più redditizio dei beni di lusso. Milano, Torino, Firenze, Genova, Napoli, Verona e Roma, sette città per otto punti vendita dal futuro ancora tutto da definire.

Il logo Fnac

Intervistato dal sito “Linkiesta” qualche mese fa, Eric Joselzon, direttore delle operazioni di Fnac Italia, aveva spiegato che “per il momento di chiusura non se ne parla, stiamo studiando tutte le opzioni. Capisco la reazione dei lavoratori, ma per ora sul tavolo non c’è una soluzione definitiva. E per trovarla abbiamo tempo fino alla fine dell’anno”. Cinque mesi sono ormai passati da quelle dichiarazioni e ancora tanti sono i dubbi, i problemi, inesistenti le soluzioni reali, poche le ipotesi. Cessioni di tutto il blocco di negozi ad un’altra azienda? Cessione negozio per negozio? Chiusura totale? Ai lavoratori non è ancora dato sapere nulla.

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