Pubblicato il: mer, set 12th, 2012

“Un anno dall’arrivo”, un incontro per dare voce ai ragazzi africani provenienti dalla Libia

Riproponiamo in questa sede un articolo uscito sulla nostra terza edizione cartacea universitaria.

di Matteo Paolini

Marco Zanetta e Sara Bimbati e i quattro ragazzi africani intervenuti

L’eccezionale afflusso di profughi in Italia provenienti dal Nord Africa ha messo a dura prova il già precario dispositivo di accoglienza italiano e ne ha mostrato tutti i suoi limiti. Attualmente sono ospitati sul territorio nazionale, in oltre 900 strutture di accoglienza gestite dal Dipartimento Protezione Civile e dal sistema delle Regioni, circa 25.000 richiedenti e titolari di protezione internazionale. Nell’ambito dell’attuale emergenza sono emerse diverse sperimentazioni di accoglienza che meritano un approfondimento. Cooperative sociali e organizzazioni non governative hanno gestito l’emergenza Nord Africa.

Il gruppo studentesco Allegra Variabile Tre il 5 luglio scorso ha organizzato un incontro all’Università di Verona dal titolo “Un anno dall’arrivo”, per dare voce ai ragazzi africani arrivati dalla Libia e ospitati in Valcamonica e a Verona, grazie al lavoro della Cooperativa K-Pax per la quale è intervenuta all’incontro Marco Zanetta e la Cooperativa veronese Azalea per quale ha partecipato Serena Bimbati.

Era da tempo che volevo fare questo incontro – spiega Giuseppe Ascrizzi di Allegra Variabile Tre – conoscendo Sara Creta che si occupa dei corsi d’italiano per i ragazzi africani, insieme abbiamo deciso di organizzare quest’evento. Abbiamo organizzato un primo incontro conoscitivo in università con i ragazzi e vista la partecipazione e l’ottima riuscita ci siamo organizzati per l’incontro del 5 luglio. Di solito questi ragazzi vengono conosciuti tramite i media che danno loro un’immagine stereotipata, e il nostro obiettivo è stato dar voce a questi ragazzi in modo tale da poter essere conosciuti realmente come persone singole”.

L’incontro del 5 luglio è stato molto partecipato e nonostante il periodo esami hanno partecipato una quarantina di persone per sentire la storia dei ragazzi africani. Dopo una presentazione iniziale del Professor Lorenzo Bernini e la proiezione del film-documentario “Babylon Resort” della Kaspar Hauser Edizioni per la regia di Stefano Malosso che ha raccolto le interviste dei ragazzi africani ospitati a Monte Campione, hanno preso la parola i ragazzi presenti in aula che hanno raccontato la loro storia.

I ragazzi africani, Giuseppe Ascrizzi e Sara Creta

Io sono originario della Nigeria – racconta Isaiah – sono dovuto fuggire dal mio paese a causa degli scontri che ci sono tra musulmani e cristiani. Sono arrivato in Libia dopo un lungo e pericoloso viaggio, una volta arrivato ho lavorato un anno come muratore prima che scoppiasse la guerra. Sono quindi fuggito insieme ad altre persone su una piccola barca per arrivare in Italia, prima di giungere a Verona sono stato portato in molti posti, ora devo dire grazie a tutti i miei maestri che mi stanno dando una mano per imparare l’italiano e conoscere la vostra cultura, sono molto orgoglioso di loro, grazie a Chiara, Elisa, Giovanni, Beppe e Sara”.

Anche Daniel ha voluto ringraziare tutti i suoi maestri “devo davvero ringraziare tutte le persone che ci stanno dando una mano – ha commentato il ragazzo africano – sto imparando molto in questo periodo perché prima non ho avuto la possibilità di andare a scuola, voglio studiare molto per poi un giorno – ha detto scherzando - ritornare nel mio paese e diventarne il presidente del Burkina Faso”.

Siamo molto contenti di questo incontro – ha spiegato Sara Creta – perché siamo riusciti a dare voce a questi ragazzi, a farli conoscere e ridar loro la dignità come persone, per loro è stato molto importante uscire dall’ostello dove sono ospitati, per raccontare la loro storia”.

Soddisfatto della riuscita dell’incontro anche Lorenzo Bernini che alla fine ha sollecitato a non fermarsi all’evento del 5 luglio, ma di tentare di farne altri in modo da riuscire a creare un percorso.

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