Pubblicato il: mar, set 11th, 2012

Primarie sì, primarie no: centrosinistra in subbuglio nello scontro Bersani-Renzi

di Mike Becho

Matteo Renzi

Si è conclusa domenica la festa del PD a Reggio Emilia, una festa che ha rivelato la scelta del partito di procedere con le primarie , previste probabilmente per novembre. Primarie però che non avranno i «paletti» tanto auspicati da molti della «vecchia guardia» del PD, poiché il segretario del Partito ha posto l’accento sulla necessità di non limitare la democrazia in alcun modo, dando nuovamente una dimostrazione di libertà e innovazione nel partito.

Nel discorso di domenica, Bersani si è soffermato su diversi temi, quali la posizione dell’Italia in Europa, sottolineando che l’uscita dalla moneta unica sarebbe una perdita di democrazia a livello europeo, la perdita di credibilità della politica italiana, ma soprattutto i due temi chiave del momento: le primarie e il rinnovamento del partito. Per quanto riguarda le primarie il segretario del PD ha sottolineato che saranno delle primarie d’esempio per gli altri partiti, in cui il confronto sarà sull’Italia, non sul PD, e da cui uscirà un candidato che rappresnterà tutte le forze progressiste di centrosinistra. Il rinnovamento partitico per Bersani è già in atto a livello territoriale e va spinto avanti nel partito, nelle istituzioni e nel governo del paese, senza però togliere i meriti a chi in precedenza aveva lavorato per arrivare a questo partito di riformisti. Le primarie si accendono e da settimane il Partito Democratico ha visto l’avanzare di Matteo Renzi, attuale Sindaco di Firenze, che con la sua fama di «rottamatore» sta facendo alzare dalla sedia molte teste pensanti del partito e sta facendo accendere anche numerosi barlumi di cambiamento tra i cittadini.

Pier Luigi Bersani

Sabato Renzi si è presentato alla Festa del PD delle Cascine a Firenze, scatenando sia applausi che fischi; molto meno formale del segretario di partito, il Sindaco di Firenze si è divincolato su temi affini principalmente alle primarie e alla propria candidatura, marcando la necessità delle stesse e la sicurezza del loro svolgimento. Renzi ha detto inoltre che le primarie rafforzeranno il partito, e si è messo in prima linea per la vittoria. Si è anche rivolto direttamente a Bersani invitandolo a non temere la propria candidatura e a guardarsi da chi può colpirlo alle spalle. Infine Renzi si è soffermato sul luogo di partenza della sua campagna, Verona, spiegando che è da quei luoghi che si possono ottenere voti, dimostrando di non aver paura dell’avversario.

Novembre è alle porte e gli altri candidati per la coalizione di centrosinistra, Vendola e Tabacci, attendono come il resto d’Italia il vincitore di queste primarie, colui che concorrerà per dare un volto nuovo all’Italia, cercando di mandarla avanti e non indietro come negli ultimi dieci anni. L’Italia attende quindi non solo un candidato premier, ma un vero e proprio leader democratico, che non abbia ancora lo stesso viso.

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