Pubblicato il: mar, set 11th, 2012

Morte Morosini: indagati tre medici per omicidio colposo

di Stefania Manservigi

Piermario Morosini, il giocatore deceduto in campo

Si ritorna a parlare della vicenda Morosini, a seguito delle ultime novità relative all’inchiesta sulla sua morte. Tutti ricorderanno, infatti, la tragica fine dello sfortunato calciatore del Livorno deceduto in campo, lo scorso 14 aprile, a seguito di un arresto cardiaco nella gara di campionato contro il Pescara. A lungo si era dibattuto sull’efficienza dei soccorsi in quell’occasione e, più in generale, sull’opportunità di dotare le strutture sportive di strumenti idonei a prestare i primi soccorsi in caso di urgenza.

Nonostante la conclusione del pm, che avrebbe attribuito la causa del decesso ad una malformazione cardiaca congenita del calciatore, l’inchiesta si è ulteriormente sviluppata portando all’iscrizione nel registro degli indagati di tre medici: Ernesto Sabatini, medico sociale del Pescara,  Manlio Porcellini, medico sociale del Livorno, e Vito Molfese medico del 118. I provvedimenti sono stati presi dal sostituto procuratore Valentina D’Agostino e sono indirizzati, dunque, nei confronti dei medici che per primi hanno prestato soccorso al ragazzo accasciatosi a terra a causa del malore risultato poi mortale. Tale decisione prelude probabilmente alla richiesta di incidente probatorio che si terrà dinanzi il Gip, fase in cui tutti gli atti, testimonianze incluse, saranno valutati dai periti che successivamente illustreranno le loro conclusioni. Solo a quel punto potremo saperne di più: il Gip, infatti, solo dopo le valutazioni dei periti, potrà chiudere l’incidente probatorio e rimandare gli atti ai pm che decideranno se archiviare il caso o rinviare a giudizio uno o più indagati per omicidio colposo. La notizia torna alla ribalta proprio quando, negli ultimi giorni, è stato presentato il decreto Balduzzi che segna una svolta significativa e importante nell’ottica della prevenzione in ambito sportivo. Tra le misure adottate dal decreto, infatti, viene resa obbligatoria la dotazione da parte delle società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori automatici. Un grande passo in avanti, dunque, che colma una lacuna che negli ultimi tempi aveva destato perplessità nell’opinione pubblica, anche a causa dei drammatici casi di cronaca verificatisi.

Ma la partita non deve finire qui affinché vengano fatti tutti i passi successivi per portare lo sport ad essere di nuovo sport, e non causa di eventi drammatici come, purtroppo, a volte anche nei campi di periferia lontani dai riflettori accade.

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