Pubblicato il: mar, set 11th, 2012

La Corte Costituzionale tedesca tiene in stallo l’intera Europa, Monti dal canto suo tiene in stallo tutta la politica italiana

di Sergio Zuppiroli

Corte Costituzionale tedesca in seduta

L’inizio di settimana sembra un secondo tempo di una partita che si pensava già essere arrivata al termine settimana scorsa. L’asse del tutto singolare Berlino-Europa, per l’esattezza Corte Costituzionale tedesca contro tutti i restanti “big” di un’Europa che, ormai, ha di grande solamente il numero di controversie interne. Proprio settimana scorsa, infatti, si festeggiava sulla riuscita della coalizione Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Bce (il 99,99% delle cariche Europee) riguardo i fondi illimitati al Fondo Esm; che ricordiamo serviva a stanziare fondi agli Stati in emergenza. Fondi che venivano forniti in maniera diretta tramite cessione di denaro Europeo per andare a coprire disavanzi annuali, ultimo nella lista il Portogallo con 2 miliardi di “buco” inaspettato, e indirettamente tramite l’acquisto di bond del paese in questione, così da fornire liquidità e tamponare eventuali spread alle stelle: potenzialmente fatali.

La Corte Costituzionale tedesca, quindi, si riserva comunque la possibilità di mettere veto su questa decisione presa all’unanimità. Ebbene sì all’unanimità, perché anche la Merkel stessa, proprio di recente, si è schierata con Draghi. Non abbiamo quindi più la vecchia situazione, datata neanche un mese addietro, dove la Cancelliera voleva usare il pugno di ferro e cercava di imporre austerity senza se e senza ma in ogni Stato laddove si verificassero crisi. Abbiamo invece una situazione assolutamente nuova, dove una Corte Costituzionale Statale, tiene sotto scacco l’intera Eurozona. La risposta delle borse non si lascia attendere, dopo l’euforia, sempre comunque contenuta, del fine settimana scorso che vide, nella giornata di venerdì, il nostro picco minimo di spread da luglio scorso, 350 punti: oggi tentenna. In questo inizio di settimana, infatti, le borse del Vecchio Continente hanno chiuso tutte praticamente a 0 /-0,1%. L’attesa sul verdetto europeo di mercoledì è la prima causa, ovviamente, ma non bisogna dimenticare anche la situazione oltreoceano, dove giovedì sera dal Fomc Meeting potrebbero arrivare notizie sulle prossime mosse di politica monetaria della banca centrale Statunitense.

Mario Monti in visita a Sarajevo

Piazza Affari, nello specifico, perde lo 0,11% stanziando comunque sempre soglia sedicimila punti, con uno spread leggermente in rialzo che chiude a 363 punti base. Di oggi è anche un comunicato negativo dell’Istat che registra un’oscillazione al ribasso del 6% nell’industria in senso stretto, del 67,5% nelle costruzioni e un leggero  -1,1% nei servizi. Infine, come in ogni momento di crisi, il comunicato Istat rileva un +0,9% nell’agricoltura. Il nostro Professore, però, prima dal Forum di Cernobbio e poi da Sarajevo sottolinea come sia importante “un’Europa con la capacità di unire e non dividere”, parlando anche di come il suo Governo non si ripeterà ed esponendo la sua incredulità sulla “non capacità di trovare un altro leader in un paese grande e democratico come il nostro”. L’affermazione più importante, sempre dal vertice di Cernobbio, è quella sulle condizioni per lo scudo antispread: “non sarei d’accordo per offrire il petto a nuovi strali di condizionalità, un conto è condividere questi strumenti anti-spread, altro la perdita asimmetrica della propria sovranità”.

Gli intenti positivi sembrano esserci, ma poi dando un occhio in casa nostra non si trovano altro che disaccordi sulle leadership e paure potenziali riguardanti un Monti dopo Monti. In quel caso si avrebbe anche una perdita democratica di un certo spessore, che senso avrebbe votare Partiti, o Coalizioni di Partiti, se poi, a “destra” e a “sinistra”, si avrà un unico risultato: un Premier scelto a tavolino con una maggioranza che gli permette qualsiasi azione su cittadini votanti che non avevano però nessun’altra scelta in ambito elettorale? A questo punto era meglio la Porcellum, almeno due candidati c’erano.

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