Pubblicato il: sab, set 8th, 2012

Paralimpiadi: Zanardi ancora medaglia d’oro, Italia a quota venticinque medaglie

di Gianluca Valotti

Annalisa Minetti

La bellezza dello sport, ciò che lo rende così vero, unico ed allo stesso tempo affascinante, consiste nelle difficoltà a cui ti mette di fronte: una serie di ostacoli che spingono a migliorarsi, a superare i propri limiti, che, una volta raggiunto un risultato di prestigio, aiutano non solamente a diventare migliore come atleta, ma sanno rivelarsi fondamentali nel percorso vitale. Trasmettono un’energia positiva capace di generare motivazioni a non finire, voglia di vivere, senza tralasciare i problemi, affrontando faccia a faccia anche quelli più duri, dando importanza a quello che si ha, ai propri punti di forza, non a ciò che non si ha, sapendo arrivare col cuore più in là di molte disgrazie, oltre l’ignoranza umana.

Sanno, eccome se lo sanno, cosa significa rialzarsi e rimettersi in gioco anche quando tutto sembra finito, sportivi di per sé fenomenali, anche solo per aver ottenuto una qualificazione a un evento di immensa grandezza. La qualificazione è arrivata contro terribili avversari, veri e propri malanni che se non vengono affrontati a testa alta, con la massima convinzione, possono diventare più forti dell’uomo stesso, essere visti dagli occhi altrui, dall’ignoranza e dalla superficialità, notati, giudicati ancor prima di vedere e conoscere sotto ogni aspetto il corpo e l’anima di questi individui. Pare non ci sia nulla di così importante per cui valga la pena vivere, e sono questi atleti che riescono a dimostrare la bellezza, il piacere e il valore di continuo sottovalutati, della propria esistenza,

Alle Paralimpiadi non vanno in scena semplici atleti: in primis, persone che sono l’esempio più adeguato di questi tempi, in uno sport di business e pubblicità, dell’importante lezione sull’importanza del partecipare, dell’esserci anche a costo di fallire, perdere da vincenti per essere arrivati ove non pensavano di arrivare, in un punto talmente alto da non poter essere misurato, un punto infinito.

Alex Zanardi

In questa Paralimpiade che come tutte le edizioni ha molto da insegnare e da trasmettere a livello mondiale, è arrivato un altro trionfo, il secondo in quest’edizione, di un uomo che ha dovuto affrontare anni fa, un grosso cambiamento, imprevisto, un malanno che avrebbe potuto sconfiggerlo, abbatterlo ed invece ha attaccato per primo, cadendo in seguito sotto i suoi colpi precisi, costanti e determinati, scagliati da Alex Zanardi.

Zanardi è arrivato primo nell’hand bike nella prova a cronometro e in quella su strada H4 ed è uno dei protagonisti della spedizione azzurra, arrivata a venticinque medaglie complessive: otto ori, sei argenti e undici bronzi, bilancio non di poco superiore, a quello di Pechino di quattro anni fa, concluso con diciotto allori. Un successo nazionale che non deve passare inosservato, di cui andare fieri.

Queste le importanti firme dei successi paralimpici di Londra 2012: Cecilia Camellini, Oxana Corso, Vittorio Podestà, Roberto Bargna, Oscar de Pellegrin, Alvise de Vidi, Elisabetta Mijino, Pamela Pezzutto, Federico Moriachi, Michele Pittacolo, Annalisa Minetti, Alessio Sarri, Matteo Betti, Martina Caironi, Assunta Legnante, Ivano Pizzi. A loro e all’intera squadra azzurra, vanno tributati applausi, anche a chi non ha vinto, comunque meritevole per aver partecipato.

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