In Europa si aprono gli occhi, ma i serial spread killer non si vogliono punire
di Sergio Zuppiroli
In Europa, al sorgere di questo settembre burrascoso, sembrano essere tutti d’accordo almeno su una questione centrale: spread ingiustificati per certi Paesi. In certi Paesi, dicono, la realtà, invece, è sotto gli occhi di tutti, quei “certi Paesi” si possono semplificare dicendo Italia. Forse poteva risultare troppo presuntuoso da parte di un italiano, Monti, o una banca italiana come appunto la Bankitalia affermare ciò, ma oggi non sono i soli.
Anche oltre le Alpi infatti, si accavallano le dichiarazioni contro lo spread italiano (Btp e Bund), oggi in calo a 352 in seguito alle dichiarazioni di Draghi, ma che fino a pochi giorni fa si attestava ben al di sopra dei 450 punti base. Monti tuona a gran voce oggi che “l’Italia è ormai fuori dalla crisi”, rievocando nella mente dei più spettri berlusconiani di un 2011, invece, disastroso. Bankitalia, secondo degli studi realizzati dagli economisti Antonio Di Cesare, Giuseppe Grande, Michela Manna e Marco Taboga, afferma che lo spread “giusto” dovrebbe oscillare attorno ai 200 punti: meno della metà e già a livello quasi allarme, visto che ai tempi di Tremonti la differenza era appena di 100. Secondo questi analisti l’Italia sta pagando per tutta l’Ue, infatti si può spiegare uno spread così elevato, solamente giustificando il timore dei grandi azionisti in una caduta dell’Euro.
Abbiamo però detto che sarebbe assai di parte giudicare il nostro mercato di titoli di Stato essendo di casa. Herman Achille Van Rompuy, più comunemente conosciuto solo per cognome e per la sua carica istituzionale che lo vede ricoprire la Presidenza del Consiglio Europeo dal 2009, dichiara oggi che “il livello degli spread di alcuni paesi (Italia, ndr) non è sempre giustificato dai loro fondamentali” [...] “pieno sostegno a una serie di possibili azioni da parte della Bce, per far fronte alla frammentazione dei mercati finanziari”. Voce d’oltrealpi accodata a quella di Napolitano, che per la questione prima citata non approfondiremo.
Importante è invece la voce di Mario Draghi, Presidente della Bce, che avrebbe messo a punto un piano anti-spread che prevede acquisti illimitati di titoli di stato che verranno sterilizzati. Le Borse non sembrano alquanto entusiaste e accolgono tutti questi bacchettamenti e dictatum con una calma piatta, indice di malumore vista la smentita e la smascherata ricevuta, ormai tutte le grandi voci europee sembrano dar poco valore a questi spread ‘taroccati’.
In patria, timore dello spread a parte, proprio oggi sulla scrivania del Parlamento ci sono tanti decreti importanti che sottolineerebbero ancora una volta la confusione dell’agenda di questo Governo. E’ stata cancellata dal decreto salute, infatti, la sovrattassa per le bibite gasate che aveva scandalizzato mezza Italia. Scampato pericolo anche per l’aumento dell’Iva previsto ad ottobre, sembrerebbe che “la crisi come era avvenuta al di là del mare, è decisamente allontanata”, parole del Professor Monti.
Le ultime voci vogliono l’assoluta veridicità della notizia riguardante l’acquisto di titoli di stato illimitati, ma secondo molti potrebbe essere solo un tentativo di spegnere un incendio senza guardare a monte, chi e perché l’ha appiccato e senza, cosa ancor più grave, sancirne nessuna pena.












