I numeri di Pompei, un patrimonio lasciato solo: primi lavori in autunno e sblocco dei fondi del Cipe
All’epoca dei fatti, agosto del 79 d.c., quello che si rivelò una catastrofe fu l’esito di uno dei più grandi spettacoli di cui la natura faceva dono all’uomo. “Dal Vesuvio risplendevano in parecchi luoghi delle larghissime strisce di fuoco e degli incendi che emettevano alte vampate, i cui bagliori e la cui luce erano messi in risalto dal buio della notte” racconta in una lettera Plinio il giovane a Tacito. Il Vesuvio fece della morte un oggetto artistico ammirato con invidia da artisti e scrittori di tutto il mondo. Philippe Ridet è il giornalista di Le Monde che tante volte ha scritto articoli su Napoli e Pompei. Ridet è unico nel descrivere riti, tradizioni e aneddoti napoletani, proprio come ha fatto in un suo articolo sul sottosuolo della città partenopea, una danza napoletana della vita e della morte. Qualche mese fa invece scriveva di come i cani radagi abbiano preso possesso di Pompei in un articolo che fece parecchio scalpore, e che in Italia fu subito criticato da più fronti.
Ma la decandenza della città, è reale: le ultime stime parlano di 44mila visite in meno, come ha rilevato Antonio Pepe segretario Cisl Fp di Pompei, che ha messo in risalto l’entità della perdita di quest’anno, dovuta probabilente anche al periodo di crisi. Ventiquattro domus sono chiuse per un’oggettiva carenza di personale e solo diciannove sono aperte; la mancanza di organizzazione è diventata cronica, nello specifico, come denuncia Pepe; i vigilanti sono insufficienti a monitorare le troppe zone di guardia che vengono assegnate a ciascuno, che sono in media tre.
Ma sembra che qualcosa si stia muovendo, l’emergenza che nel 2010 era partita dalla caduta della Schola Armaturam (scuola dei gladiatori) sembra stia venendo accolta solo ora: la recente visita del presidente generale dell’Unesco Irina Bokova è stata tutto sommato positiva, anche se è stato sottolineato che i lavori da fare per la conservazione di un tale patrimonio sono ancora di grosse entità. L’apertura dei cantieri è prevista per questo autunno, e l’intera area è già stata messa in sicurezza. Teresa Elena Cinquantaquattro ha definito “un grande laboratorio” gli scavi pompeiani dove da poco archeologi e architetti sono stati assunti dopo lo sblocco dei fondi pari a 105 milioni di euro da parte del Cipe.












