Pubblicato il: mer, set 5th, 2012

Università “La Sapienza”, lezioni sul pratone della città universitaria. Studenti adirati

di Francesco Pirillo

Il ‘pratone’ dell’Università

Gli operai, sotto la pioggia e sotto il sole, continuano la costruzione del capannone della discordia sul “pratone” della Sapienza di Roma. Il maxi padiglione servirà ad ospitare le lezioni dei laureandi di Giurisprudenza, perché la facoltà non ha abbastanza aule per tutti i corsi. Gli studenti sono infuriati e la decisione del rettore Luigi Frati farà discutere a lungo.

L’anno accademico 2012-2013 deve ancora cominciare, anche se già sono stati effettuati alcuni test nelle facoltà a numero chiuso, e il disappunto dei laureandi dell’intera università è palpabile appena si mette piede all’interno della città universitaria. “Ci hanno tolto il pratone, luogo di incontro e di discussioni”, dichiara Marco, studente di Giurisprudenza. “Il pratone è l’essenza stessa della città universitaria, in cui si mescolano le gioie e le tensioni di ogni laureando e dove è possibile rilassare mente e corpo prima e dopo di una lezione o di un esame”, afferma Francesco, studente al secondo anno di Lettere.

Oltre al disagio che provoca, la costruzione del padiglione è il sintomo evidente di un’università pubblica che cade (quasi) a pezzi. E’ assurdo che non ci siano aule a sufficienza in un edificio che è la colonna portante della prima università di Roma”, tuona Beatrice, al terzo anno di Giurisprudenza. La situazione sembra davvero critica e l’autunno promette non poche proteste nei confronti del rettore. Inoltre, alcune lezioni dei corsi per la laurea di giurisprudenza vengono effettuate nelle aule di Matematica e Medicina Legale e quelle di Diritto privato e Procedura civile saranno eseguite all’interno del padiglione. “La tensostruttura servirà soltanto a tamponare l’emergenza, in vista dell’avvio del prossimo anno accademico. Subito dopo, quando ci saranno nuove aule nelle sedi rimesse a posto, verrà smantellata”, riferiscono dal rettorato e aggiungono: “C’è un precedente: nel 2006, l’ex rettore Guarini fece installare una tenda davanti alla Cappella universitaria, per evitare che i ragazzi facessero lezione nei cinema. Dopo tre anni è stata tolta”. Tre anni e non tre giorni.

Università La Sapienza

Più prati, meno Frati” è la frase che campeggia sul muro dell’edificio di Lettere e che racchiude appieno il pensiero degli iscritti. La facoltà di Giurisprudenza è stata considerata fatiscente, vecchia e inadatta per il normale svolgimento di tutti i corsi e le lezioni di laurea. Il consiglio di amministrazione ha riferito che addirittura andrebbero rifatte le fondamenta dell’edificio e questo provoca scalpore e incredulità, in quanto tutti i giorni l’edificio è “abitato” da migliaia di studenti, alcuni anche facenti parte dell’adiacente facoltà di Scienze politiche, che riempiono corridoi e aule e la loro sicurezza sembrerebbe essere stata messa in secondo piano per tutto questo tempo.

Gli studenti sono altresì amareggiati perché la decisione è stata presa quando la città universitaria era completamente vuota e priva di una voce di dissenso che potesse in qualche modo rallentare la realizzazione della struttura.

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