Nichi Vendola: “Voglio sposare il mio compagno”, ma Rosy Bindi dice no
Continua la polemica sulle nozze gay, ripercorriamo insieme la vicenda.
di Vanessa Pesarini
Nichi Vendola vuole sposare il suo compagno. Lo ha annunciato senza mezzi termini alla festa di Reggio Emilia, riaccendendo così il dibattito che va avanti da anni sulle nozze gay.
In vista della futura alleanza tra Pd e Sel sono questi i temi che dichiara di portare avanti qualora dovessero vincere le elezioni. Ma Rosy Bindi non appoggia il governatore della Puglia sulle nozze gay, dichiarandosi d’accordo solo sulle unioni civili e afferma: “Noi regoleremo le unioni civili, anche quelle omosessuali. Credo che dobbiamo fare insieme su questa scia un grande sforzo italiano per dare finalmente non mezzi diritti, ma diritti. E ritengo che debba essere un impegno. Il Pd lo ha già assunto e lo porterà avanti fino alla prossima legislatura”.
Certo il Pd ha sempre affermato di stare dalla parte degli omosessuali e dei loro diritti ma in sette anni di governo non è ancora riuscito a concludere nulla e ora la questione viene ripresa apparentemente perché Vendola, ormai cinquantaquattrenne, sente la necessità di potersi unire al suo compagno non solo civilmente ma anche attraverso il rito religioso (diritto riservato ai soli eterosessuali).
Alle posizioni della Bindi Vendola risponde “Io non voglio stare in un acronimo, a 54 anni voglio dire di volermi sposare. Rivendico questo diritto. Come cittadino, come persona e come cristiano voglio poter vivere una discussione vera e chiedere al mio Stato e alla mia Chiesa per quale motivo progetti d’amore non possono essere liberati da un tappo di Medioevo che tante volte ha ferito la nostra vita”. In linea di principio Rosy Bindi si trova d’accordo con Vendola che lo invita però a rimanere con i piedi per terra restando intanto sul campo della Costituzione e non perché lei stessa è credente, come ha ribadito durante la discussione, ma perché l’unico obiettivo che ci si può porre è quello delle unioni civili e non del matrimonio.
E la Bindi continua ricordando ciò che recita la Costituzione, ovvero che “mentre è possibile riconoscere i diritti delle coppie omosessuali non è pensabile l’istituto del matrimonio, come stabilito anche da una recente sentenza della Corte costituzionale”.
Del resto Rosy Bindi non è mai stata indifferente al problema degli omosessuali, il suo nome è legato infatti al disegno di legge sui DICO (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi), per il quale ha ricevuto aspre critiche da molte associazioni cattoliche e da diverse sigle del movimento omosessuale italiano per il quale il disegno di legge era troppo blando.
Ma le polemiche degli omosessuali sono state provocate anche da alcune dichiarazioni ritenute offensive nei confronti dei gay, come quando disse: “Il desiderio di maternità e paternità un omosessuale se lo deve scordare. […] Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. È meglio che un bambino cresca in Africa”.
Durante la festa democratica di Reggio Emilia la sinistra democratica e quella radicale non si sono trovate completamente d’accordo sulla questione dei diritti civili e Vendola ha attaccato anche il sindaco “rottamatore” Matteo Renzi tra gli applausi della platea; ma almeno sulla candidatura di Romano Prodi al Quirinale si sono proclamati tutti favorevoli.













