Accordo Governo-Regioni-Province: stabilito l’accordo per le diagnosi DSA
di Rossella Di Maria
Il 25 luglio di quest’anno la Conferenza Stato-Regioni ha stabilito il percorso di diagnosi DSA, con buona pace per i genitori e per i tecnici. Il decreto indica i criteri che servono per considerare valida una diagnosi di disturbi specifici di apprendimento (DSA) e cerca di mettere ordine in una situazione un po’ confusa in cui spesso gli specialisti si trovano a dover usare linguaggi diversi in certificazioni poco funzionali alla scuola.
Brevemente ricordiamo che l’acronimo DSA si riferisce ai disturbi specifici dell’apprendimento, che riguardano i disturbi delle abilità scolastiche ed in particolare la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia. In Italia si stima che almeno il 4% della popolazione scolastica della scuola primaria e secondaria di primo grado soffra di questo disturbo. La dislessia, difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente, non è causata da un deficit di intelligenza, né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici. Ne consegue che gli studenti dislessici sono intelligenti, qualche volta più degli altri.
Ma cosa contengono gli articoli dell’accordo stipulato tra Governo, Regioni e Province? Diamo una scorsa veloce ai tre articoli che lo compongono. La diagnosi dei ragazzi DSA, recita sinteticamente l’articolo 1, “deve essere tempestiva e il percorso diagnostico deve essere attivato solo dopo la messa in atto, da parte della scuola degli interventi educativo-didattici previsti dalla L. 170 del 2010.”
I servizi pubblici e i servizi accreditati effettuano il percorso diagnostico e il rilascio della certificazione in coerenza con le indicazioni della Consensus Conference. L’articolo 2 fornisce indicazioni per l’accreditamento di specialisti e strutture private laddove l’ASL non sia in grado di garantire il rilascio di certificazioni in tempi utili (e non dopo mesi dall’inizio dell’anno scolastico, ndr) per permettere alla scuola di attivarsi in percorsi didattici specifici. Il decreto ha cercato di omologare finalmente le certificazioni, che devono contenere informazioni che permettano al corpo insegnante di stilare una valida programmazione, in cui le caratteristiche individuali con le aree di forza e di debolezza dell’alunno DSA sono messe in evidenza, in termini comprensivi, anche per il genitore. L’iter della certificazione viene dunque snellito e, su richiesta della famiglia, può essere trasmessa per via telematica alla scuola di appartenenza.
Dal sito dell’associazione italiana dislessia (AID) che tanto si è impegnata per l’approvazione della legge 170/2010 e che tutela i diritti dei ragazzi DSA, il dottor. Giacomo Stella, insigne esperto di disturbi dell’apprendimento, plaude all’uscita del decreto, augurandosi un’applicazione dell’accordo veloce e corretta.











