L’AS Roma lancia l’esempio: aboliti i biglietti omaggio per politici e vip
di Stefania Manservigi

Lo stadio Olimpico di Roma che da quest’anno, per le partite casalinghe dell’AS Roma, non potrà più essere accessibile gratuitamente da parte dei politici
Italia e privilegi per i politici, due termini che troppo spesso purtroppo vanno a braccetto. Ma, se il trend appare agli occhi dei più difficilmente invertibile, un messaggio positivo arriva dalla capitale dove l’AS Roma, società calcistica capitolina guidata per la seconda stagione consecutiva da una presidenza americana, ha abolito i biglietti omaggio riservati a parlamentari, ministri e vip.
Notizia che dovrebbe apparire normale ma che, in un paese dove la normalità spesso è l’eccezione, appare novità assoluta.
La Roma, infatti, è il primo club italiano ad aver deciso di intraprendere questa strada. Timidi segnali in questa direzione erano stati lanciati anche da altre società calcistiche, ma mai di così grande portata. La Fiorentina, infatti, ha abolito i biglietti ed abbonamenti omaggio “ad eccezione di quelli riservati alle categorie che ne hanno diritto in conseguenza di leggi, normative o convenzioni (per esempio, istituzioni, forze dell’ordine, enti, autorità federali), nei limiti della capienza e disponibilità di ciascun settore” (come si può leggere dal canale violachannel). Il Pescara è arrivato addirittura a negare i biglietti omaggio alla giunta comunale per la prima casalinga contro l’Inter.
Ma la vera ‘casta’, non era mai stata toccata a segno quasi di un rispetto dovuto e non sottoponibile a discussione.
Doveva arrivare una Presidenza proveniente dall’altra parte dell’oceano per porre fine a questa consuetudine che da sempre fa imbestialire il tifoso italiano che, per andare a vedere la partita della propria squadra del cuore, deve pagare regolarmente il biglietto.
Gli americani della Roma, infatti, sono sembrati subito al di fuori di queste strane gerarchie tutte all’italiana ed hanno detto no ai privilegi nel calcio: allo stadio entra chi ha pagato il biglietto.
E chi paga di più, ovviamente, può usufruire di un miglior servizio.
Ed ecco quindi presentata la nuova Tribuna Tevere 1927, dei cui servizi potevano godere fino all’anno scorso i politici che decidevano di recarsi allo stadio a vedere una partita casalinga dell’AS Roma.
La Tribuna Tevere 1927 da quest’anno sarà dotata di tutti i comfort possibili per gli spettatori: poltrona riscaldata con schermo touch screen interattivo annesso, la possibilità di vedere da vicino i giocatori prima e dopo l’ingresso nel tunnel degli spogliatoi, e il diritto a poter mangiare nel ristorante presente nell’area premium.
Il prezzo per questo settore dello stadio è ovviamente proibitivo per il cittadino medio, ma la novità è questa: da quest’anno non saranno fatti sconti per nessuno, e tutti i tifosi saranno trattati alla pari.
Ecco infatti le parole di Christoph Winterling, direttore marketing giallorosso, che ha spiegato così la scelta della società: “Vogliamo trattare tutti i tifosi allo stesso modo: dalla curva al settore famiglie arrivando alle Autorità. La Roma intende investire su ogni target group, ma si pone anche l’obiettivo di essere credibile e per questo non possiamo dare trattamenti diversi ai tifosi. Queste iniziative rappresentino un investimento per il futuro e siano propedeutiche anche per il nuovo stadio”.
Se la notizia è piaciuta fin da subito al popolo romanista, e ha destato approvazione più in generale anche dalla generalità dei cittadini italiani, contrariata è stata invece la reazione della politica.
A parlare è stato Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl, e tifoso romanista. Gasparri ha così criticato la scelta della società capitolina: “Possono fare quello che vogliono, non è un problema: vado allo stadio da quando avevo sei anni. Sono stato in curva Sud, in Tevere, in tribuna stampa da giornalista. Se condivido o meno l’iniziativa? Forse dovrebbero occuparsi di più dei risultati della squadra. Le ripeto: vado a vedere la Roma da quando avevo la tessera dello Junior Club. Quando questi signori non erano ancora nati”.
Intanto, comunque, un messaggio importante è stato lanciato. Quale altro club italiano sarà pronto a raccoglierlo?












