Pubblicato il: lun, set 3rd, 2012

Spagna, quasi un milione di stranieri senza tessera sanitaria

di Genesio

Rajoy

Mentre Rajoy spiega come i 100 miliardi di euro messi a disposizione dell’UE per le banche spagnole non siano un piano di salvataggio, bensì una misura simile alle iniezioni di liquidità già adottate in altri paese dell’area euro (che in realtà non esistono, in quanto azioni intraprese dalla BCE per tutta l’Europa, Spagna inclusa), uno dei provvedimenti più duri della riforma sanitaria è entrato in vigore.

Da ieri cessa di avere validità la tessera sanitaria di 951.342 stranieri senza documenti. Lo Stato centrale si limita a dire alle Comunità Autonome, le Regioni spagnole, che se vorranno curare i clandestini dovranno farlo a loro spese. Si conta così di risparmiare circa un miliardo e mezzo di euro per lo Stato centrale. Le proteste non sono mancate, e nella giornata di ieri c’è stata la manifestazione di medici, personale ospedaliero e una ventina di associazioni al grido di “Non è una riforma, è un’esecuzione” di fronte all’ospedale Gregorio Marañon di Madrid, metropoli nella quale si stima la presenza di 150.000 immigrati irregolari.

Si può argomentare che la Spagna è stata vittima del turismo sanitario, fenomeno in cui numerosi stranieri approfittavano delle condizioni favorevoli (più che in altri paesi europei) per farsi operare a spese dello stato spagnolo. Stime del governo sostengono che il 30% di questi è europeo, e risolvere questo fenomeno è sicuramente l’obiettivo principale e dichiarato della riforma. Tuttavia, non si può certo sostenere che gli immigrati senza documenti si possano ascrivere a questa categoria. Per loro il costo dei medicinali passerà dal 40 al 100%, così come il costo delle visite e dei ricoveri andrà a loro carico. Tra le terapie cui è stato tolto il finanziamento ci sono pure il trattamento contro l’HIV e quello contro il cancro.

Poco importa se mediamente si stima che già gli irregolari vadano a farsi visitare e curare un 25% di volte meno che i regolari o gli spagnoli. Il ministro della sanità sostiene che sì, verranno curati, ma qualcuno dovrà pagare il conto. E a farlo non sarà lo Stato. C’è stato il tentativo, un mese fa, di introdurre una clausola per la quale fossero i Paesi d’origine a coprire i costi sanitari dei clandestini in Spagna, ma ovviamente nessuno Stato si fa carico dei propri cittadini che risiedono illegalmente altrove. La questione è rimasta irrisolta, e il direttore dei Servizi e della Farmacia Rivero apre alla possibilità che paghino il conto una volta regolarizzati, “Chi potrà pagare, pagherà”, “se ho un paziente davanti, lo visito. Un’altra cosa è il pagamento”.

Non c’è, insomma un’idea precisa su come verrà affrontata la situazione, tanto che sei Comunità Autonome hanno già dichiarato che continueranno comunque a offrire assistenza sanitaria gratuita a chi dimostri di essere senza reddito. Molte di queste sono governate dallo stesso Partito Popolare, mentre Madrid ha deciso di anticipare tutti applicando la riforma dal mese scorso.

Ma negli ambienti del governo dev’essere sembrato ingiusto prendersela soltanto con gli irregolari, di conseguenza verranno privati di tessera sanitaria tutti gli immigrati regolari che, perdendo il posto di lavoro, hanno perso l’assicurazione sanitaria annessa. Pur avendo, magari, versato contributi per anni.

Con la scusa di fermare il turismo sanitario si è deciso quindi di colpire tutti gli immigrati, purché extracomunitari. I clandestini potranno quindi smettere di sentirsi dei perseguitati speciali.

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