Pubblicato il: dom, set 2nd, 2012

Tra i due litiganti il terzo gode, Amazon, Apple e Samsung

di Simone Policardi

Goophone imita le possibili fattezze dell’iPhone 5

Continua l’infinita disputa legale tra Samsung ed Apple. A una settimana dalla sentenza della corte di San Jose, in California, che ha condannato Samsung al pagamento dei danni alla Apple per un valore di 1,05 miliardi di dollari per aver copiato alcune caratteristiche di iPhone e iPad, il tribunale di Tokyo ha “graziato” il colosso sudcoreano, negando la violazione dei brevetti Apple e decretando la prima sconfitta di Cupertino in terra nipponica. Nel 2011 la società californiana aveva citato in giudizio a Tokyo la rivale Samsung con l’accusa di aver violato alcuni suoi brevetti nei modelli Galaxy S, Galaxy Tab e Galaxy S II e chiedendo di conseguenza un risarcimento di danni pari a circa 1,2 milioni di dollari. La guerra tra i due titani della tecnologia sembra ancora molto lunga in un mercato, quello degli smartphone, che vale 200 miliardi di dollari.

Samsung nel frattempo sembra serbare un asso nella manica. Il suo nome è LTE. L’LTE è la tecnologia per la connettività di ultima generazione, il 4G che è già in funzione negli USA e che arriverà in Italia nel 2013. Ebbene, Samsung possiede oltre il 10% dei brevetti collegati all’LTE e sembra intenzionata a rivendicarli tutti. I coreani hanno fatto sapere che se Apple metterà in commercio uno smartphone LTE, ricorreranno al tribunale. Minaccia piuttosto seria per i californiani, proprio adesso nel periodo che precede la presentazione dell’iPhone 5 (12 settembre), il quale sicuramente sarà dotato della tecnologia 4G. Per Apple la faccenda è più seria del previsto, in quanto gran parte dei brevetti collegati all’LTE sono di proprietà Nokia (quasi il 19%) e Qualcomm: due società che lavorano con dispositivi Android e Windows Phone e che hanno tutto l’interesse a escludere Apple dal gioco.

Tra brevetti violati e multe salatissime, Amazon sembra beneficiare dei battibecchi delle due grandi multinazionali. Il suo Kindle Fire, secondo una nota ufficiale rilasciata qualche giorno fa, è il tablet più venduto in assoluto. Dopo 48 settimane dal suo lancio infatti, il Kindle Fire è addirittura in sold out e ha catturato negli Stati Uniti una quota di mercato del 22%. Non finisce qua, perchè proprio il 30 agosto scorso Amazon ha lanciato in Europa l’Amazon Appstore, mettendo a disposizione dei suoi utenti più di 22 milioni di contenuti digitali, tra applicazioni, giochi, video, libri, riviste e software di vario genere.

Quello di Amazon, azienda di Seattle fondata nel 1995, sembra essere un periodo florido. I dati sono rincuoranti e tante sono le idee. Si pensa già al Kindle Fire 2 e a nuovi tablet con due schermi diversi, uno da un lato e uno dall’altro: e-ink da una parte per facilitare la lettura anche in piena luce e hd dall’altro. Al momento si tratta solo di prototipi.

Il Kindle Fire di Amazon

Dall’altra parte Apple studia la controffensiva da adottare. Dopo la bufera della collusione dei prezzi degli e-book architettata da Apple con alcune grandi case editrici americane (Hachette, Simon & Schuster e HarperCollins) per spezzare il monopolio di Amazon, Cupertino dovrà fare i conti con la spietata concorrenza. Certo, i prezzi del Kindle Fire sono difficilmente imitabili e occhio alla crescente produzione di copie cinesi. Molto curioso è il caso di Goophone, azienda cinese che produce cellulari identici agli iPhone e che addirittura ha da poco piazzato sul mercato l’esatta copia di quello che probabilmente sarà l’iPhone 5. Tra l’altro i modelli Goophone supportano la tecnologia Android, altra dolorosa spina nel fianco per la Casa di Cupertino.

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