Album da fine Estate, in riva al mare con i Beach House
di Alessia Arnesano
Bloom dei Beach House è l’album da estate agli sgoccioli da ascoltare durante un nostalgico pomeriggio di fine Agosto. Il secondo album della band non presenta sostanziali differenze con il primo Teen Dream (2010) risultando quindi una sorta di continuazione e donando alla band un suono ormai riconoscibile, elemento non da poco per un gruppo con solo tre album all’attivo.
La bravura del duo di Baltimora sta proprio nell’aver creato delle melodie dai ritornelli facilmente assimilabili sin dai primi ascolti. Si, insomma, seppur in maniera affascinante i Beach House hanno trovato la formula magica con la quale carpire anche l’ascoltatore più attento. Formula composta da un tappeto di suoni, sintetizzatori, slide guitar e organetti dal sapore antico come in Lazuli e Wishes, dalla bellissima parte strumentale.
Le raffinate sovra incisioni vocali e i cori sulle quali si staglia perfetta la voce di Victoria Legrand (nipote del noto compositore francese Michel Legrand) come ad esempio in Troublemaker, il miglior pezzo dell’album insieme a New Year entrambe nella parte centrale dell’album.
Chiudono On the Sea, modellata quasi soltanto su voce e tastiera e i 17 minuti finali di Irene con sorpresina finale proprio quando l’ascoltatore crede che sia tutto finito, invece la musica continua a suonare nella casa sul mare.
Ascolta Troublemaker:












